La Fiat ritorna al volante della Ferrari

Montezemolo: «Raggiunto l’obiettivo che da tempo volevamo perseguire»

da Milano

«Come presidente della Fiat e anche come presidente della Ferrari considero questa una giornata importante. Raggiungiamo, infatti, un obiettivo che da tempo volevamo perseguire». È quanto ha dichiarato ieri Luca Cordero di Montezemolo al Giornale subito dopo la diffusione, da parte del Lingotto e di Mediobanca, dei comunicati in cui, a Borsa chiusa, veniva ufficializzato il ritorno a Torino del 29% della Ferrari. Fiat, in pratica, ha esercitato l’opzione call prevista dagli accordi stipulati nel 2002, riacquistando così da Piazzetta Cuccia e dagli altri partecipanti al consorzio di azionisti (Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Commerzbank) 2 milioni 320mila azioni, pari al 28,63% del capitale.
«Per quanto riguarda il gruppo Mediobanca - precisa la nota - si tratta di 1.535.294 di azioni, pari al 19% circa del capitale (incluse le 80mila azioni, l’1% circa, possedute dalla controllata Cmb e le 600mila, cioè il 7,5% circa, in portafoglio ad Abn Amro e al servizio di un prestito di 590,4 milioni) con una plusvalenza consolidata di oltre 150 milioni».
Il Lingotto verserà nelle casse della banca d’affari 892 milioni, il che significa che il valore della casa di Maranello ammonta a più di 3 miliardi. La Fiat salderà il conto con Mediobanca attingendo dalle proprio risorse, quindi senza ricorrere a ulteriori finanziamenti sul mercato. «L’azienda - sottolinea il Lingotto - dispone di un’ampia liquidità grazie ai buoni risultati delle sue attività e alle recenti dismissioni di asset non strategici».
Rientrato in possesso della quota ceduta quattro anni fa a Mediobanca, la Fiat è così salita all’85% della Ferrari. Il rimanente 15% è nelle mani di Piero Ferrari (10%), figlio del fondatore del Cavallino rampante, e del fondo Mubadala (5%) di Abu Dhabi, negli Emirati arabi. Quest’ultimo resterà compagno di viaggio del Lingotto, viste le caratteristiche di socio industriale. Mubadala, infatti, partecipa attivamente alla realizzazione nell’Emirato di un grande parco tematico dedicato alla Ferrari, idea che potrebbe essere esportata in altre parti del mondo.
L’operazione, che sarà conclusa nei dettagli nei prossimi giorni, «rientra nelle strategie di Fiat Group di focalizzazione sul proprio core business e di valorizzazione di tutte le attività autoveicolistiche, tra le quali la Ferrari è sinonimo di un marchio di assoluto prestigio, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per l’alta tecnologia».
In attesa della definizione della trattativa, chiusa nel rispetto dei tempi, e sull’onda delle ultime affermazioni dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, ieri il titolo Fiat è schizzato a 12,58 euro (più 2,4%), risultato che non toccava dal giugno 2002. Giovedì Marchionne, oltre ad annunciare al Salone di Parigi che nel 2010 Fiat Auto venderà nel mondo più di 3 milioni di veicoli, ha anche fatto intendere - con una dichiarazione al Giornale - che il prossimo sarà per il Lingotto anche l’anno del ritorno al dividendo. «Le probabilità di distribuire la cedola nel 2007 sono quasi vicine al 100%», ha detto il top manager.