Fiat, salgono indebitamento e fatturato

da Milano

Indebitamento in aumento di circa 500 milioni rispetto a giugno; crescita di fatturato, gestione ordinaria e utile netto del gruppo e delle principali divisioni (Auto, Iveco e Cnh) per la Fiat.
Gli analisti, in attesa dell’imminente consensus, hanno già redatto le loro stime sul terzo trimestre del Lingotto, i cui dati sono all’ordine del giorno del cda in programma il 24 ottobre a Maranello («i membri del board devono conoscere le realtà industriali del gruppo, ecco perché ci riuniamo in Ferrari», ha spiegato nei giorni scorsi l’ad Sergio Marchionne). Secondo le stime raccolte ieri dal Giornale nel terzo trimestre Fiat Group avrebbe registrato un giro d’affari tra 12,8 e 13,3 miliardi (11,8 miliardi nel 2006) in crescita tra l’8,6 e il 12,9%. Gestione ordinaria e utile netto sono pure visti in crescita, rispettivamente tra 622 e 710 milioni (427 milioni nel 2006) e tra 369 e 425 milioni (195 il dato del 2006). Per l’Auto il fatturato si sarebbe attestato intorno a 6,2-6,3 miliardi (5,537 milioni nel terzo quarter 2006) con la gestione ordinaria tra 112 e 164 milioni, rispetto ai 51 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Gli analisti considerano importante il numero di ordini raggiunto dalla Fiat 500 (circa 80mila), mentre per la Bravo le vendite dell’anno saranno allineate con le aspettative, poco oltre 70mila unità. Per quanto riguarda Iveco, la società produttrice di camion avrebbe registrato un fatturato di 2,3 miliardi (2,1 nel 2006) e una gestione ordinaria di 192 milioni rispetto ai precedenti 156. Più o meno in linea con il terzo trimestre 2006 il fatturato di Cnh (2,25 miliardi) e gestione ordinaria in aumento a 234 da 159 milioni. La stessa Cnh sta comunque scontando gli effetti del supereuro e la crisi del settore costruzioni negli Stati Uniti. Ecco perché fatturato e risultato della gestione ordinaria sarebbero in calo, rispettivamente, di circa 1 miliardo e 100 milioni rispetto al secondo trimestre. L’indebitamento di gruppo, stimato a 1,3 miliardi, non viene considerato un segnale di allarme. Solitamente il terzo trimestre brucia cassa: alla maggiore richiesta di prodotti da parte dei concessionari non corrispondono, per il Lingotto, pagamenti in tempo reale. Problemi di stagionalità, dunque. Il gruppo, inoltre, ha comprato azioni per 170 milioni e incassato da Mediobanca lo spettante (252 milioni con una plusvalenza di 118) per l’1,83% della banca d’affari ceduto. Ieri, intanto, la Borsa ha premiato il titolo Fiat che, grazie al guadagno dello 0,27%, si è portato a quota 22,50 euro.
Merito anche dei dati sulle immatricolazioni di auto in Europa che a settembre, rispetto a un calo complessivo dell’1,5%, ha visto il gruppo Fiat raggiungere in Europa occidentale (Ue a 15 con i Paesi Efta) il 7,1% di quota mercato, in progresso sul 6,7% di un anno fa e il 6,9% di agosto, ma anche rispetto al 7% segnato a settembre dal gruppo Renault. Anche in termini di immatricolazioni Torino ha fatto meglio dei francesi: più 3,4% contro il meno 10,5% della Renault.