Fiat scivola e torna sotto i 7 euro

da Milano

Primi realizzi su Fiat, dopo il mini rally dei giorni scorsi. Il titolo, dopo aver guadagnato quasi il 2% nel finale non è riuscito a mantenere la soglia psicologica dei 7 euro, chiudendo a 6,98 euro (-1,69%).
I volumi scambiati sono stati oltre 42 milioni, pari al 5,29% del capitale. Lo strappo rispetto al trend registrato nei giorni scorsi viene spiegato dagli operatori di mercato come una inevitabile «presa di beneficio» sul titolo della casa automobilistica, oppure «di qualche arbitraggio con altri titoli del Lingotto». La seduta di consolidamento, ha sottolineato un trader, può anche essere letta come anticipo di un nuovo movimento rialzista.
Anche le partecipate Ifil e Ifi, in risposta a una precisa richiesta di chiarimento avanzata dalla Consob, hanno detto di «non disporre di alcun elemento utile né di informazioni relative a nuovi fatti rilevanti che possano aver influito sull’andamento di Fiat».
Il mercato comunque sembra rimanere sostanzialmente ottimista sui risultati trimestrali che verranno resi noti domani. Secondo le previsioni il gruppo dovrebbe registrare un risultato della gestione ordinaria positivo per 228 milioni euro nel secondo trimestre. Gli occhi degli analisti sono tutti concentrati sul settore Auto: la perdita operativa dovrebbe essere intorno ai 144 milioni di euro, la metà circa dei 282 milioni di rosso registrati un anno prima dal settore automobilistico.
Sul fronte delle possibili alleanze industriali del Lingotto ieri è spuntata (e si è subito chiusa) una nuova pista, che porta direttamente in Giappone. Il presidente di Mazda Italia, Carlo Simongini, ha detto di aver più volte sollecitato i vertici della casa automobilistica «a verificare la possibilità di una alleanza nei motori diesel con Fiat, che è molto forte in questo settore», ma ha confessato di aver ricevuto una risposta non troppo favorevole.
Sul fronte delle partecipazioni in mano al gruppo Fiat, la Consob ha fatto sapere che il Lingotto ha aumentato lo scorso 9 luglio la propria partecipazione in RcsMediaGroup al 10,291%, dopo aver apportato al patto le quote derivanti dalla distribuzione dei dividendi.