Fiat scommette 18 miliardi sul rilancio

Nessun stabilimento sarà chiuso. Restano le incognite sul futuro di Termini Imerese. La 500 in Polonia

Pierluigi Bonora

da Milano

La Fiat ha messo sul tavolo le sue carte. Nella fase decisiva del risanamento, da qui al 2008, il gruppo investirà 18 miliardi, buona parte dei quali (10) riguarderanno la grande malata in via di guarigione, l’Auto.
Ma dove troverà la Fiat le risorse finanziarie per far decollare il progetto? «L’attuazione - ha risposto ieri l’amministratore delegato Sergio Marchionne durante la presentazione del piano a governo, sindacati ed enti locali - si basa sulla capacità complessiva del gruppo di generare la redditività necessaria, sull’accesso ai finanziamenti e ai contributi statali previsti in materia di ricerca e innovazione (è di 4 miliardi lo stanziamento del Lingotto per l’Auto-ndr), ma anche sulla realizzazione di programmi specifici come la cessione di parte dell’area di Mirafiori». Al centro del piano industriale del Lingotto, ridisegnato da Marchionne, c’è proprio il settore delle quattro ruote. Il top manager ha ribadito l’impegno di non chiudere nessun stabilimento e di ritenere possibile fare a meno della cassa integrazione solo dal 2008, anno in cui è previsto lo sfruttamento al 100% di tutti gli impianti italiani.
L’unica incognita riguarda Termini Imerese (Palermo), la cui saturazione produttiva dipenderà dall’andamento della Lancia Ypsilon. Una stima prudenziale prevede infatti, nel 2008, una copertura della capacità dell’80 per cento. Il gruppo sottolinea però che «grazie agli interventi di prodotto previsti, tra i quali un importante rinnovamento a fine 2006 si ritiene possibile raggiungere l’utilizzo completo della fabbrica».
Marchionne ha esposto anche un ambizioso calendario di lanci di nuove auto: entro il 2008 arriveranno 20 novità, di cui 5 annunciate per la prima volta, e 23 aggiornamenti. Tre delle anteprime assolute segnano il ritorno della Fiat alle origini: le riedizioni di Fiat 500, Lancia Delta e Fulvia. Le altre due sono un fuoristrada targato Lancia e un «crossover» Alfa Romeo (veicolo tra lo sport utility e la station wagon). Marchionne ha quindi delineato le destinazioni dei singoli modelli. Mirafiori produrrà 100mila unità della Grande Punto e continuerà a sfornare la Punto attuale insieme a monovolume e vetture di gamma alta. Dal 2008 la fabbrica torinese ospiterà anche la linea di uno dei modelli annunciati. La futura 500, invece, come anticipato dal Giornale, nascerà in Polonia dove viene assemblata la Panda. Sarà realizzato in Ungheria, nello stesso impianto della Suzuki che produrrà il 4x4 Fiat «Sedici», il Suv della Lancia pure in uscita nel 2006. Un capitolo a parte riguarda la società Powertrain Technologies dove sono state concentrate le competenze nella progettazione e nella produzione di motori e cambi. Anche in questo caso le novità non mancano, a partire da due nuove motorizzazioni (1.6 Diesel a 4 cilindri e benzina Fire 1.4 16 valvole turbo), prodotti rispettivamente a Pratola Serra e Termoli dal 2007, mentre è allo studio un piccolo propulsore a 2 o 3 cilindri nonché un sistema (Multiair) con minimi impatti a livello di emissioni inquinanti e consumi.