Fiat senza debiti e pronta a comprare

da Milano

Per la Fiat sta per aprirsi una nuova stagione di acquisizioni. E protagoniste del futuro shopping sembrano essere Iveco e Cnh, pronte a espandersi sui vari mercati. «Esistono buchi di copertura geografica da colmare», ha spiegato ieri Sergio Marchionne che, insieme al presidente del Lingotto, Luca Cordero di Montezemolo, ha risposto alle domande degli azionisti. Con l’esclusione di Fiat Auto, nel cui futuro ci sono accordi industriali e commerciali, e con Iveco (è in corso la pianificazione dello sbarco negli Usa) e Cnh («troppo lo spazio concesso ai giapponesi») in pole position, tutti gli altri settori della Fiat rientrerebbero nella strategia delle acquisizioni. Al gruppo di Torino, del resto, le possibilità economiche non mancheranno. Il prossimo anno l’amministratore delegato della Fiat conta di avvicinarsi all’azzeramento dell’indebitamento (1,8 miliardi alla fine del 2006) e per il 2010 prevede di avere in cassa 3 miliardi di euro. «Con i dati del primo trimestre - ha detto l’ad - daremo un aggiornamento sul debito a fine 2007; probabilmente l’obiettivo (sotto i 2 miliardi, ndr) sarà rivisto e lo riporteremo ai livelli di generazione di cassa che stiamo avendo». Importanti novità, dunque, sono attese per il 23 aprile quando il cda della Fiat approverà i conti dei primi tre mesi. Le indicazioni fornite ieri vedono un aumento del giro d’affari in tutti i settori, a eccezione di Comau.
Ieri l’assemblea oltre ad approvare bilancio e distribuzione dei dividendi (0,155 euro per le azioni ordinarie, 0,31 per le privilegiate e 0,93 per le risparmio), ha dato anche il benestare al piano di riacquisto di azioni proprie delle tre categorie, tale da non eccedere il 10% del capitale e il controvalore massimo di 1,4 miliardi («investiamo le liquidità della società», ha precisato l’ad). Semaforo verde, poi, al programma di incentivazione basato su stock option.
Sempre ieri Marchionne, sollecitato da alcuni azionisti, ha cercato di quantificare le future cedole alla luce delle stime esposte agli analisti. «Se dovessimo portare avanti il piano annunciato a novembre - ha osservato - nel 2007 saranno distribuiti 0,155 euro per ogni azione ordinaria, 0,31 per le privilegiate e 0,93 per le risparmio. Mantenendo lo stesso criterio (pay-out, pari al 25% dell’utile), è possibile stimare, per le azioni ordinarie, un dividendo di 0,30 euro per il 2008, di 0,47 per il 2009 e di 0,59 per il 2010». Quanto all’obbligazione da un miliardo che il Lingotto emetterà non appena le condizioni del mercato lo consentiranno, il secondo trimestre dell’anno, secondo Marchionne, potrebbe coincidere con il via libera al bond.
Per il presidente Montezemolo «i risultati ottenuti dalla Fiat nel 2006 dimostrano che la crescita del gruppo è qualcosa si strutturale». «Ora - ha osservato - l’obiettivo è di mantenere gli impegni: nel 2007 puntiamo a raggiungere un utile operativo superiore ai 2,5 miliardi». A proposito di obiettivi, Marchionne ha ricordato che nel 2010 le auto prodotte in Italia saliranno a 1,6 milioni di unità dagli attuali 1,1 milioni. E mentre all’ingresso del Centro storico Fiat il sindacato Cub distribuiva ironici santini sull’ad della Fiat («Marchionne subito santo? non possumus»), reclamando un miglioramento dei salari, Sergio Cusani (Banca della solidarietà) si sentiva rispondere picche dai vertici del del Lingotto alla proposta di un aumento di capitale «per rompere con il passato» e alla creazione di una business unit riservata alle auto ecologiche.