Fiat sigla l’intesa con le banche per linea di credito da 1 miliardo

Fiat ha siglato un’intesa per una nuova linea di credito da un miliardo di euro: di durata triennale, e disponibile per le esigenze finanziarie del gruppo. Il pool di banche sottoscrittrici è formato da Calyon, Intesa Sanpaolo e Unicredit Markets and Investments Banking. Il Lingotto - che ieri ha depositato il progetto di bilancio, dove si legge fra l’altro che i compensi 2008 al presidente Montezemolo e all’ad Marchionne sono di 3,4 milioni ciascuno - ha confermato la notizia senza ulteriori particolari. La notizia, uscita a mercati chiusi, non ha potuto avere influssi positivi sul titolo, che ieri ha vissuto l’ennesima giornata difficile, a conclusione di una settimana negativa: Fiat ha chiuso infatti in calo del 3,65% a 3,75 euro, mantenendosi però al di sopra del minimo di 3,34 euro toccato lo scorso 23 gennaio.
Si è appreso invece che sono 8.200 i lavoratori Fiat che complessivamente rientreranno dalla cassa integrazione per tre settimane negli stabilimenti italiani del gruppo.
Intanto sulle auto e sugli incentivi alla rottamazione è braccio di ferro tra Bruxelles, che agita lo spettro del protezionismo, e il governo italiano. La giornata si è aperta con i dubbi della Commissione europea, che dichiara di nutrire «qualche preoccupazione» sul piano da 1,2 miliardi varato dall’Italia ma il ministro per le politiche con la Ue Andrea Ronchi replica immediatamente: il provvedimento è «perfettamente in linea» con le indicazioni di Bruxelles. «Sarebbe opportuno - aggiunge - che in un momento di crisi così profonda, la Commissione europea aiutasse gli Stati membri nel sostegno alle loro economie piuttosto che ostacolarne l’azione».
In ogni caso, Bruxelles intende scrivere a Roma per avere dettagli precisi «entro cinque giorni», ha dichiarato Jonathan Todd, portavoce della commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes: nel mirino è soprattutto la parte del decreto che lega gli incentivi agli impegni sul mantenimento delle attività produttive in Italia. Per ora la commissione dispone soltanto di informazioni stampa, secondo cui «il sostegno sarebbe legato alla firma di un protocollo con il governo entro trenta giorni dal decreto». Secondo Todd, «se così fosse, l’aiuto sarebbe discriminatorio, selettivo, e contrario alla libera circolazione dei beni».
Per Bruxelles, comunque, il piano anti-crisi varato dal governo italiano «è in linea con il Piano europeo di rilancio dell’economia» e può essere considerato «adeguato tenendo conto dell’elevatissimo debito» del Paese. È quanto afferma la Commissione Ue nella proposta di raccomandazione che sarà adottata mercoledì e sottoposta all’attenzione del Consiglio europeo. La commissione, peraltro, ha chiesto spiegazioni anche alla Francia e alla Spagna sui loro piani di sostegno all’auto. La risposta di Parigi è in corso di esame, mentre quella di Madrid è attesa per martedì 24 febbraio: la prima difende la norma che impedisce ai beneficiari di aiuti di chiudere impianti in Francia, mentre la seconda non vuole dare aiuti pubblici ad imprese che «distruggono posti di lavoro in modo permanente» in Spagna.