Fiat, stime al rialzo sul trimestre

Gli analisti: risultato operativo da 47 a 300 milioni. Auto in attivo: 40 milioni. Il SanPaolo possibile partner per Fidis

Pierluigi Bonora

da Milano

È un consensus al rialzo quello espresso dai 25 analisti sul primo trimestre di Fiat Group, i cui dati ufficiali saranno approvati dal cda il 3 maggio. I segni davanti alle principali voci nelle stime medie sono tutti «più», mentre l’indebitamento netto è stimato ridursi dai 10 miliardi dei primi tre mesi del 2005 ai 3,4 stimati nello stesso periodo di quest’anno.
Le vendite della Grande Punto con il contributo di Panda e Croma risulteranno determinanti, secondo gli operatori, per garantire all’azienda il secondo risultato trimestrale in attivo della divisione Auto: 40 milioni rispetto al «rosso» di 129 milioni di un anno fa. A migliorare, passando da 47 a 300 milioni per gli analisti è anche il risultato operativo del gruppo, l’indicatore che fotografa la normale performance di un’azienda. Sempre a livello di gruppo le stime degli analisti vedono il risultato prima delle tasse a 160 milioni rispetto ai 561 del periodo corrispondente. Bisogna considerare, però, che sul risultato operativo di Fiat Group nel primo trimestre 2005 aveva influito il provento straordinario di 715 milioni derivante dall’accordo con Gm. Intanto, se Fiat Auto sembra aver ripreso a guadagnare anche in termini di quote mercato in Italia (dal 28,3% a oltre il 30% attuale) e in Europa (dal 7% all’8%), le altre principali divisioni del Lingotto registrerebbero per gli operatori pure miglioramenti: 80 milioni da 60 per Iveco e 140 milioni da 124 la stima riguardante Cnh. Intanto, mentre le azioni Fiat sono state oggetto di prese di beneficio (ieri titolo in ribasso dell’1,06% a 11,28 euro) e i fondi americani Fmr, tra i più importanti sul mercato Usa, hanno comunicato di possedere il 2,18% del Lingotto, SanPaolo Imi e Unicredit hanno manifestato i rispettivi punti di vista sulle strategie seguite in relazione alle azioni Fiat tenute in portafoglio. Per Alfonso Iozzo (SanPaolo Imi) «vendendo i titoli Fiat del convertendo a gennaio non venivano dati giudizi sull’andamento dell’impresa, mentre oggi avremmo detto al mercato che per noi l’azienda ha raggiunto il massimo: non è nella nostra filosofia essere azionisti di imprese». E Alessandro Profumo (Unicredit): «Abbiamo agito in una logica finanziaria e a sostegno del risanamento, ma terremo le azioni fino a quando lo riterremo opportuno». Il SanPaolo Imi, infine, non ha escluso la possibilità di diventare partner unico della Fiat in Fidis, società di crediti per l’acquisto di auto.