Fiat su Fabbrica Italia: "Impegno dei sindacati o addio ai 20 miliardi"

Tavolo del Lingotto con tutte i sindacati delle tute blu prima del lancio del nuovo piano: "Vogliamo garanzie. Assumetevi responsabilità precise". Stop della Fiom: "Sui diritti non si discute"

Roma - Garanzie dai sindacati. O addio investimenti per 20 miliardi di euro. "Fabbrica Italia non partirà se non ci sarà l’impegno formale delle organizzazioni sindacali ad assumersi precise responsabilità per la riuscita del progetto". È una nota di Fiat, al termine del lungo confronto con Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl, a ribadire la necessità di una condivisione massima al piano da parte delle tute blu. L’azienda, infatti, ha ribadito che "l’avvio del progetto è subordinato all’esistenza di condizioni preliminari che assicurino il quadro di certezze necessario per la sua realizzazione". L’importanza delle scelte sui nuovi modelli e sui volumi degli investimenti previsti, prosegue dunque Fiat, "richiedono un elevato livello di garanzia in termini di governabilità degli stabilimenti e di utilizzo degli impianti". Fiat ha infine ribadito un programma di investimenti da 20 miliardi di euro.

Sindacati delusi Incontro "insoddisfacente" per la Uilm. È il leader delle tute blu Rocco Palombella a commentare l’esito del lungo confronto, quasi quattro ore, svoltosi nella sede di Confindustria. "Fiat non ha voluto scoprire le carte sugli investimenti perché ancora sta cercando di verificare la disponibilità dei sindacati a raccogliere la sfida" spiega, ribadendo la delusione del sindacato che non ha risposto alle richieste avanzate dalla Uilm di circostanziare, stabilimento per stabilimento, gli investimenti da 20 miliardi previsti. "Noi abbiamo ribadito che su Fabbrica Italia ci sarà la massima determinazione, ma prima vogliamo conoscere nel dettaglio i particolari". Il sindacato resta dunque in attesa di una ulteriore convocazione.

La Fiom: "Sui diritti non si discute" "La Fiat ha detto che non esclude soluzioni che potrebbero andare oltre Pomigliano e che la derogabilità del contratto nazionale non è sufficiente a rispondere alle sue esigenze". Così il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, al termine del tavolo con la Fiat sul progetto Fabbrica Italia. Landini ribadisce che, ad avviso della Fiom, "l’accordo di Pomigliano mette in discussione diritti e libertà delle persone" ma, allo stesso modo, torna a sottolineare "l’interesse affinchè il progetto Fabbrica Italia sia completamente realizzato, con le produzioni nel Paese e la disponibilità a discutere sull’organizzazione del lavoro, sui turni e la flessibilità, ma nel rispetto del contratto e delle leggi". Per il segretario generale della Fiom "si può discutere, ma non è possibile mettere in discussione diritti e libertà delle persone". Alla domanda se la Fiom si aspetta di essere riconvocata ai prossimi tavoli di confronto, Landini ha risposto: "Perchè non dovrebbero riconvocarci?", aggiungendo che "l’unica cosa su cui hanno detto che con noi non discutono è Pomigliano, non avendo noi firmato l’accordo".