Fiat supera i 7 euro in attesa della trimestrale

Secondo le stime perdite dimezzate dal 2004 per il settore Auto

Felice Manti

da Milano

Un’altra giornata da toro per la Fiat. Ieri il titolo ha guadagnato il 4,3%, portandosi a quota 7,11 euro, il nuovo massimo dell’anno. Gli scambi, pari a quasi il 4% del capitale, si sono infiammati nell’ultima parte della seduta. Secondo voci dalle sale operative, a comprare sarebbero stati fondi stranieri «rimasti corti sul titolo, e che non vogliono trovarsi scoperti in vista dei risultati».
Ma i volumi da capogiro, ha sottolineato un trader, non si spiegano solamente con delle ricoperture tecniche. Secondo un altro operatore «non c’è alcun fattore scatenante, ma ultimamente il titolo ha strappi improvvisi, concentrati nelle prime ore del pomeriggio». Solo la settimana scorsa la Fiat aveva risposto alla Consob di «non avere alcun elemento per spiegare l’andamento del titolo».
A questi prezzi, secondo un sales di una sim straniera, il titolo «sconta una perdita operativa per l’auto nel secondo trimestre di circa 130/140 milioni di euro, la metà rispetto ai 282 milioni dello scorso anno».
Dati in linea con il consensus di mercato: secondo un sondaggio Reuters che ha coinvolto dieci case d’affari tra le quali JP Morgan, Morgan Stanley, West LB e Deutsche Bank, Fiat Auto dovrebbe chiudere il secondo trimestre con una perdita operativa di 144 milioni, mentre a livello di gruppo Fiat dovrebbe realizzare un utile netto di 232 milioni, aiutato dall’ultima tranche della somma di 2 miliardi di dollari pagata da General Motors per lo scioglimento degli accordi fra i due gruppi. L’indebitamento industriale dovrebbe essere compreso tra 9,7 e 9,9 miliardi.
Domani, intanto, il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, incontrerà i segretari generali torinesi di Cgil, Cisl e Uil. Durante l’incontro si discuterà anche della cessione di una parte dell’area di Mirafiori, che dovrebbe portare nelle casse di Fiat circa 100 milioni di euro. Il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, ha nuovamente smentito possibili incentivi alla rottamazione.