«Fiat torna nella top ten mondiale»

Toyota sarà leader I Paesi emergenti produrranno 1,9 milioni di auto

da Milano

Dopo gli analisti (il consensus attende da Fiat Group risultati 2006 superiori alle aspettative), le banche d’affari (stime positive, nell’ordine, sono giunte nei giorni scorsi da Caboto, Imi, Ubs e Société Générale) e la Borsa (il titolo torinese ha chiuso la settimana facendo rotta su 16 euro), arriva dall’istituto di analisti PriceWaterhouseCoopers il nuovo colpo di acceleratore per Fiat Auto. Il gruppo guidato da Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne, secondo l’istituto, sarà la vera sorpresa del 2007 che culminerà con la conquista della decima posizione nella graduatoria mondiale dei costruttori di autovetture. E a cedere il posto a Fiat Auto, ironia della sorte, sarà l’alleata Suzuki con cui la casa di Torino produce in Ungheria il fuoristrada compatto Sedici.
In una stima sulla produzione mondiale nel 2007, rilanciata ieri dall’agenzia Ansa, Pwc assegna a Fiat Auto un incremento del 10% (oltre 226mila unità in più), oltre al ruolo di portabandiera tra i produttori europei «grazie all’introduzione dei nuovi modelli (Bravo e 500-ndr) e al riposizionamento sui mercati emergenti».
Il dossier evidenzia anche come il 2007 porterà l’Italia a essere l’unico Paese dell’Europa Occidentale a registrare «un significativo aumento dei volumi produttivi» e il sesto nella classifica delle 10 nazioni con il maggior tasso di crescita nella produzione di vetture rispetto al 2006. Al contrario della Francia, la cui capacità è stimata in calo del 5%, mentre quella della Slovacchia dovrebbe raddoppiare a 540mila unità, grazie allo sviluppo degli impianti di assemblaggio di Psa Peugeot Citroën e Hyundai-Kia.
A trainare la produzione mondiale, vista in aumento di 1,9 milioni di unità, saranno - secondo Pwc - i Paesi emergenti (la Cina su tutti) i cui stabilimenti assembleranno il 97% di questi 1,9 milioni. Protagonista, dunque, saranno il Bric (Brasile, Russia, India e Cina) e le realtà dell’Europa Centrale, avvantaggiate dai minori costi produttivi. Nei mercati maturi l’istituto prevede produzioni in crescita in Italia, grazie al ritrovato vigore della Fiat, e in Giappone dove il traino sarà garantito dal parziale risanamento della Mitsubishi e dall’incremento della produzione destinata all’estero. Se Pwc vede Fiat Auto (oltre 2,5 milioni di vetture previste) superare Suzuki (più di 2,3 milioni la stima dell’istituto), rientrando così dopo sette anni nella «top ten» dei costruttori mondiali, non ci saranno dubbi sulla nuova leadership: presto il gruppo Toyota (9,8 milioni di unità quest’anno) si lascerà alle spalle l’americana General Motors (9,1 milioni, in linea con il dato del 2006). Al terzo posto Ford, quindi Renault-Nissan (che dovrebbe incrementare la propria capacità di assemblaggio del 14%), Volkswagen (viene prospettata una perdita di oltre 200mila unità), Hyundai-Kia (che scalzerà dal sesto posto la DaimlerChrysler), DaimlerChrysler, Honda, Psa (taglio di quasi 200mila vetture), Fiat Auto (come detto produrrà 226mila unità in più), Suzuki e Bmw-Mini.
Pwc conclude lo studio ricordando che le pesanti ristrutturazioni in corso costeranno a Gm, Ford e Chrysler volumi di produzione. A soffrire sarà di conseguenza il mercato Usa che alla fine del 2007 avrà toccato il livello più basso (16,4 milioni) da 9 anni.