Fiat, tute blu in sciopero: "Non chiudere Termini" Sit in davanti alla fabbrica

Dalla Sicilia a Torino. Le tute blu del gruppo Fiat incrociano le braccia per dire "no" alla chiusura di Termini Imerese e al piano dell'azienda sugli stabilimenti automobilistici. Venerdì il confronto politico

Torino - Dalla Sicilia a Torino. Le tute blu del gruppo Fiat incrociano le braccia per dire "no" alla chiusura di Termini Imerese e al piano dell'azienda sugli stabilimenti automobilistici. Lo sciopero è stato indetto da tutte le organizzazioni sindacali e sarà di quattro ore, con una manifestazione a Termini e presidi davanti ai cancelli delle fabbriche. Si fermeranno anche gli stabilimenti Ferrari e Maserati, mentre i lavoratori di Pomigliano, in cassa integrazione, protesteranno davanti alla Prefettura.

Tute blu in sciopero "Con lo sciopero di oggi - spiega il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, che domani sarà a Termini Imerese - i lavoratori ribadiranno la loro contrarietà non solo alla chiusura dello stabilimento siciliano, ma anche alla scelta della Fiat di ridurre la presenza nel nostro Paese". "Scioperiamo contro l'abbandono e il tradimento degli stabilimenti del centro-Sud - dice Giovanni Centrella, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici - da parte dell'azienda che sta dimostrando ogni giorno di più totale indifferenza nei confronti dei propri lavoratori". A Torino i sindacati si sono divisi sulle modalità dello sciopero: dalle 9 alle 13 quello indetto dalla Fiom, dalle 10 alle 14 con uscita anticipata quello Fim, Uilm e Fismic, tutto il giorno quello Cobas.

La politica in campo A cavalcare la protesta ci hanno pensato l'Italia dei Valori e la Federazione della Sinistra che con Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro, chiede al governo di "uscire dalla letargia". "Saremo vicini ai lavoratori di Termini. La Fiat deve fare un passo indietro e tornare nel solco della responsabilità", afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera. Dopo la protesta di oggi, venerdì riprenderà il confronto sul futuro della fabbrica siciliana al ministero dello Sviluppo economico, dove sono al vaglio le proposte per dare continuità produttiva e occupazionale al sito. "Il tavolo - sottolinea il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi - è assolutamente aperto alla ricerca delle migliori situazioni che da un lato conservino l'occupazione, non solo diretta ma anche indotta, salvaguardando se possibile l'antica cultura industriale dell'auto". Per Sacconi "il negoziato sulla Fiat per Sacconi deve puntare alle soluzioni migliori tendo conto anche delle economicità". Il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, chiede al governo di proporre la riconversione riconversione per la produzione di autobus ecologici, tram e tramvie delle fabbriche di Termini Imerese e Pomigliano D'Arco.