Fiat, a tutto campo l’alleanza con Tata

L’accordo potrebbe estendersi al settore dei veicoli pesanti

Serena Cipolla

da Milano

Conti e nuove intese convincono il mercato. Ieri Sergio Marchionne ha ufficializzato l’ennesimo importante accordo con Tata, il potente gruppo industriale indiano. E il titolo Fiat ha fatto registrare un balzo in Borsa dell’1,45% con scambi che hanno riguardato l’1,5% del capitale. L’amministratore delegato di Fiat ha infatti realizzato due accordi industriali con Tata Motors. Uno per la produzione di auto e uno per motori e cambi destinato al mercato indiano e alle esportazioni. Nei due stabilimenti situati a Ranjangaon, saranno sfornate, a pieno regime, 100mila autovetture e 250mila pezzi tra motori e cambi. Fiat introdurrà la Grande Punto e la nuova auto tre volumi D200. Via libera anche per uno studio di fattibilità che dovrà valutare una ulteriore collaborazione industriale e commerciale in America Latina. Chiude la partita uno studio focalizzato su Suv e pick-up da produrre nello stabilimento Fiat di Cordoba in Argentina. I veicoli, con i marchi Fiat e Tata, sarebbero destinati al Sud America e all'esportazione.
Una nota del gruppo Fiat afferma che le intese annunciate ieri: «Riflettono un crescente impegno dei due gruppi per valorizzare i rispettivi punti di forza e affrontare i mercati congiuntamente attraverso un portafoglio prodotti complementare e scambi di tecnologia». Secondo il presidente indiano Ratan Tata il cui sogno, ha svelato, è produrre in futuro Alfa Romeo in India: «Questo è l'inizio di una relazione a lungo termine e ad ampio spettro. Insieme, possiamo operare significativamente sui mercati indiani e in altri Paesi, combinando tecnologie, prodotti e capacità umane di entrambe le organizzazioni». Per Sergio Marchionne si tratta di «un’alleanza strategica, che procede attraverso la valorizzazione dei rispettivi punti di forza e la continua ricerca di nuove opportunità da sfruttare non solo in India ma su scala globale».
Sui numeri della trimestrale inoltre ieri il Financial Times sottolineava gli ottimi risultati raggiunti dall’ad del Lingotto: «Si tratta del terzo utile consecutivo della divisione auto dopo 17 perdite consecutive». Marchionne, dice il giornale, ha realizzato la strategia vincente perché ha fronteggiato i problemi del gruppo in una logica sequenza. Secondo il quotidiano della City, l’amministratore delegato ha infatti tranquillizzato i mercati dopo avere risolto le questioni finanziarie per poi dedicarsi alle strategie industriali. A sottolineare il ruolo decisivo di Marchionne è anche il Wall Street Journal secondo il quale Marchionne convince i più scettici con i numeri e non solo. Nello stesso giorno in cui ha riportato un balzo degli utili del 56% per il secondo semestre, sostiene il quotidiano newyorkese, Fiat ha levato i veli a una serie di alleanze industriali prima fra tutte con la russa Oao Severstal. Secondo il quotidiano newyorkese appare chiaro che la strategia a medio termine di Fiat è puntare sui mercati emergenti.
Ha commentato positivamente le nuove intese raggiunte con Tata anche il presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo che ha dichiarato come oggi ci siano le condizioni per recuperare la quota Ferrari in mano a Mediobanca: «Prima la Fiat aveva altre priorità - ha spiegato Montezemolo - ma la voglia di portare a casa quella quota c'è sempre stata e oggi ci sono tutte le condizioni per realizzarla».