Fiat vuole dare più motori ai rivali

Pierluigi Bonora

da Milano

Una maggiore propensione di Fiat Powertrain Technologies ad aprirsi verso il mondo esterno e, allo stesso tempo, il rafforzamento del ruolo di porta d’Oriente della Tofas, la joint venture turca di Fiat Auto sempre più strategica nei piani futuri del gruppo. Con le ultime nomine, annunciate all’indomani della trimestrale, Sergio Marchionne lancia altri importanti segnali di come sarà la Nuova Fiat, quella del dopo crisi che l’amministratore delegato presenterà alla comunità finanziaria l’8 e 9 novembre al Lingotto di Torino e non più a Balocco (il cambio di programma è maturato nelle ultime ore).
La decisione di Marchionne di promuovere Alfredo Altavilla al vertice di Fiat Powertrain Technologies, la divisione costituita nel 2005 che raggruppa tutte le attività relative ai motori e ai cambi per Auto, Iveco e Cnh (giro d’affari e risultato della gestione ordinaria in aumento, rispettivamente, dell’11,8% e a 32 milioni nel terzo trimestre), consolida soprattutto il ruolo della società di fornitore di tecnologie verso altri costruttori.
Altavilla, infatti, nell’assumere il nuovo incarico resta anche a capo delle alleanze industriali del settore automobilistico. Poter contare su un manager, che grazie alle capacità di «tessitore» di tutti i recenti accordi siglati da Fiat Auto vanta contatti privilegiati con gli altri costruttori, gioca senza dubbio a favore dello sviluppo del business di Fpt. Ma c’è un altro importante tassello direttamente collegato al nuovo assetto della divisione e, in particolare, da intendere come un sempre maggiore legame tra Fiat e Ferrari.
Aver affidato a Paolo Martinelli, l’ingegnere che ha guidato la direzione motori della gestione sportiva di Maranello, la responsabilità dello sviluppo motori di Fpt rappresenta un’altra tappa fondamentale «nello scambio tra il Cavallino e Mirafiori», come ha sottolineato ieri il presidente di Fiat e Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo. Il quale ha aggiunto: «Faccio un grande affidamento sulle sue capacità». Il volto nuovo in casa torinese si chiama invece Alì Aydin Pandir, prelevato da Marchionne dalla General Motors, e subito dirottato alla guida della Tofas, ruolo ricoperto proprio da Altavilla.
L’ingegnere cinquantenne di Istanbul ha lavorato per il gruppo di Detroit per 15 anni e tra gli incarichi ricoperti c’è quello di presidente di Gm Indonesia e di responsabile della distribuzione sui mercati extra-Usa del colosso mondiale dell’auto.
Scorrendo il curriculum di Pandir appare chiaro che Marchionne ha scelto un manager che ha una visione internazionale del business e che, soprattutto, conosce molto bene i mercati emergenti. Gli stessi che in futuro rappresenteranno una fetta sempre più importante del fatturato della Fiat. Tra gli operatori, intanto, c’è attesa per vedere come il titolo del Lingotto aprirà oggi a Piazza Affari la settimana che precede l’incontro di Torino con gli analisti durante il quale si conosceranno piani e stime del gruppo al 2010. Tra lunedì e venerdì scorsi, dopo aver sfondato la soglia di 14 euro, le azioni avevano chiuso a 13,88 euro. In un anno la crescita del titolo sfiora il 99 per cento.