Fiato alla Filarmonica: riapre il «Verdi» di Sestri

Tra chiusure a singhiozzo, dal 1858 a oggi, ecco il teatro completamente rimesso a nuovo

Fabrizio Graffione

Nel 1858 lo avevano battezzato Teatro Sociale. Fu chiuso d'autorità perché «indecente» e «pericoloso» dalla Regia Prefettura per quattro anni dal 1895 al 1899. Grazie a imprenditori sestresi come Giacomo Bo e Bartolomeo Merlo riprese la sua attività e nel 1901, alla morte di Giuseppe Verdi, cambiò nome e fu dedicato al grande compositore. Dopo il 1926 e l'unificazione della Grande Genova, la concorrenza piegò la stagione teatrale e nel dopoguerra il cartellone ripiegò sugli spettacoli cinematografici. Nel 1955 cominciarono altri lavori di ristrutturazione e nel 1970 si programmarono ancora eventi teatrali importanti. Nel 1980 un nuovo stop per un anno e nel 1996 un'altra lunga chiusura.
Si arriva a dicembre 2004 quando l'impresa Dellepiane e Brichetto, la Cei spa, vince la gara per il project financing proposto dal Comune. Dopo dieci anni riapre quindi, domani, il teatro Verdi di piazza Oriani che ieri mattina è stato presentato dagli imprenditori, dal gestore Piero Saviane, fondatore del Cineplex, e dal presidente della circoscrizione Stefano Bernini.
I posti sono stati ridotti da mille a 610 per aumentare il comfort e perfezionare la visibilità agli spettatori. Ci hanno lavorato ininterrottamente una sessantina di operai per un investimento di oltre tre milioni di euro nella ristrutturazione edile e di un milione di euro per i nuovi allestimenti scenografici e per gli arredi.
Il Verdi ha mantenuto l'impostazione originaria della grande sala, con platea, galleria e palcoscenico. La struttura è attrezzata per proiezioni cinematografiche, oltre che per spettacoli teatrali, intrattenimenti musicali e conferenze. Le cabine di regia e di proiezione sono state adattate agli ultimi standardm l'acustica del teatro ristudiata utilizzando materiali fonoassorbenti e sono stati creati due nuovi livelli per i camerini. L'interno della sala è fasciato dalla combinazione del verde delle poltroncine, del grigio del sipario e moquette, e dei toni sul beige di pareti e parquet. Nuovi spazi sono stati realizzati per bar, aree polivalenti, negozi. C'è anche il parcheggio sotterraneo con 25 posti auto a disposizione. Le soluzioni innovative adottate hanno comunque consentito il recupero degli elementi di pregio esistenti, quali i grandi corpi illuminanti in vetro nella galleria e nel foyer, i pavimenti in marmo policromo, le scale e il parapetto per l'accesso alla galleria. Non cambiano stile neppure la facciata in pietra di Finale, prospiciente piazza Oriani, e il pavimento di tesserine a mosaico sul perimetro esterno dell'edificio, restaurati con un occhio al passato.
Si inizia questa sera alle 21 con il concerto di gala dell'orchestra di fiati della Filarmonica sestrese e domani sera si prosegue con «Sestresi per noi» spettacolo con la partecipazione del coro Casimiro Corradi, la corale lirica sestrese, il coro Claudio Monteverdi, il coro Monti liguri, l'Amiss musichiamo, il trio jazz Lighthouse di Massimo Currò, I soggetti smarriti con Enrico dei Gens, Gian De Martini e Piero Parodi.
«I sestresi riconquistano finalmente il loro teatro - spiega Stefano Bernini - grazie alla nostra determinazione e passione il Comune ha dato il via libera al project financing e, in anticipo rispetto alla scadenza di dicembre, il Verdi torna a disposizione dei cittadini».
«Siamo riusciti a portare a termine questa operazione - spiegano Dellepiane e Brichetto - grazie al project financing proposto dal Comune. Ringraziamo i progettisti e gli operai che hanno lavorato al Verdi riuscendo ad anticipare la consegna dello stabile. Domani a sottolineare l'importanza dell'evento, avremo ospiti il sindaco Beppe Pericu, il presidente della Provincia Alessandro Repetto, il presidente della Regione Claudio Burlando».