La fibrillazione atriale cresce con l’età

È l'aritmia più frequente e la principale causa di ricovero ospedaliero per problemi aritmici. La fibrillazione atriale colpisce circa lo 0,1 per cento dei soggetti al di sotto dei cinquant'anni, ma ha un'impennata al di sopra dei settantacinque, quando arriva al 10-15 per cento.
«A caratterizzarla sono contrazioni irregolari rapide e scoordinate degli atri», spiega il dottor Gianluca Botto, presidente lombardo dell'Associazione italiana di aritmologia e cardiostimolazione (Aiac) e direttore del laboratorio di elettrofisiologia dell'Ospedale Sant'Anna di Como. «Le palpitazioni sono il sintomo più frequente, a cui si possono associare affanno, vertigini, stanchezza, dolore al petto, svenimenti».
Tale aritmia può verificarsi in cuori sani, così come può essere secondaria ad altre malattie, cardiache e no: «Purtroppo, a seconda delle patologie che vi sono correlate (patologia di una valvola, ipertensione arteriosa, diabete mellito, cardiopatia ischemica o altro) può aumentare il rischio di ictus nei soggetti che ne sono portatori», afferma l'esperto.
La terapia classica è quella farmacologica (farmaci antiaritmici) che tuttavia, negli ultimi anni, ha evidenziato dei limiti: «La tendenza attuale è orientata verso altre soluzioni, quali l'impianto di pace-maker o l'applicazione della cosiddetta «ablazione trans-catetere», una metodica innovativa che, tramite micro-bruciature all'interno dell'atrio in cui si produce l'aritmia, cerca di limitare nel tempo la presenza dell'anomalia», spiega il dottor Botto. «Non tutte le strutture sono pronte a dare applicazione a questi trattamenti in modo tempestivo e adeguato. Si pone il problema del sovraffollamento e di liste d'attesa interminabili».
Oggi, una valida soluzione è rappresentata dalle polizze sanitarie che coprono anche questo tipo di interventi. «Indispensabile, naturalmente, è un'accurata scelta della compagnia a cui rivolgersi. Importante è soprattutto accertarsi che venga offerta la possibilità di una copertura assicurativa che non cessi, come avviene nella maggior parte dei casi, a 65-70 anni, proprio quando, con maggiore probabilità, si potrebbe manifestare la necessità di uno dei suddetti trattamenti terapeutici per la fibrillazione atriale».
La copertura assicurativa «a vita intera» è appunto uno dei punti di forza di una compagnia austriaca presente sul mercato ormai da quarant'anni e posizionata come leader del settore, la compagnia austriaca Uniqa Assicurazioni (www.uniqagroup.it): una volta sottoscritta la polizza, la persona può avere la certezza che la Società assicurativa sarà sempre al suo fianco, per tutelarla senza limiti di tempo. Un'altra caratteristica fondamentale di questa Compagnia assicurativa è l'elasticità: al paziente viene garantita la completa libertà di scelta riguardo al medico e alla struttura a cui rivolgersi.