Ficarra&Picone, il 7 e l’8 scambiati nelle culle

Esce in 250 copie il nuovo film del duo comico: una commedia degli equivoci ambientata a Palermo

da Roma

L'idea è vecchia come il cucco. Parti da uno scambio di culla e racconti le vite dei due personaggi che casualmente s'incontrano trent'anni dopo. Il modo però con cui la declinano Ficarra&Picone (il primo, tanto per intenderci, è quello con lo sguardo e i capelli da pazzo), insieme al regista Giambattista Avellino e agli sceneggiatori Francesco Bruni e Fabrizio Testini, nel loro nuovo film Il 7 e l'8 (i numeri delle culle scambiate), non manca d'interesse per via d'una spiccata sensibilità a seguire la via della commedia meno becera. Un po' com'è accaduto recentemente con l'altra celebre coppia televisiva dei milanesi Ale&Franz nel non fortunatissimo, al botteghino, Mi fido di te. A produrre e a distribuire (stavolta in 250 copie) c'è in tutti e due i casi Medusa che con i siciliani Ficarra&Picone si preoccupa così di rappresentare tutto il nostro Stivale comico. E la Palermo che si vede nel film in uscita venerdì prossimo è una città quasi come tutte le altre senza i classici stereotipi.
Dice Salvatore Ficarra, detto Salvo come il nonno: «All'inizio ci siamo chiesti perché ambientare il film a Palermo visto che la storia era rappresentabile ovunque. E la risposta più naturale è stata: “Perché no?”. Penso che Palermo sia una città adattissima per girarci, che so, un film d'amore. Perché anche da noi si muore per cause naturali e la gente lavora». Aggiunge Valentino Picone, anche lui con il nome del nonno: «In più in questa ambientazione palermitana ci tenevamo che ognuno parlasse con il suo accento senza mai rimarcare l'inflessione siciliana». E via con un'imitazione simil-Padrino per far capire che Il 7 e l'8 è quanto di più lontano possa esserci da un certo cliché.
Nel film Tommaso (Ficarra) e Daniele (Picone) sono due individui profondamente diversi, il primo sbarca il lunario con cd falsi e il progetto di vendere, chissà a chi, centinaia di cartelli stradali che ogni notte fa sparire. Il secondo è otto anni fuori corso a Legge, una fidanzata perfettina (Barbara Tabita) e un padre colonnello dei carabinieri (Andrea Tidona). L'incontro, o meglio lo scontro fisico, tra i due farà nascere un'insolita amicizia che si trasformerà in qualcosa di più complesso e complice quando scopriranno di essere nati lo stesso giorno e nella stessa clinica. Uno sguardo più attento alle foto dei parenti e il dubbio di un possibile scambio in culla si fa via via più forte.
Tradizionale commedia degli equivoci, quindi, tutta giocata su dialoghi frizzanti (fate attenzione anche alla voce della radio fuori campo con le sue paradossali notizie) ma accompagnata da una comicità molto fisica. Ficarra&Picone, che dal 2 aprile condurranno Striscia la notizia, scorrazzano per tutta Palermo in situazioni che, a volte, sembrano uscire dalla «slapstick comedy» più classica anche se, sottolinea Ficarra, «i nostri tempi comici sono gli stessi della televisione, naturalmente ci siamo preoccupati di adattare il respiro narrativo».
Notevoli i comprimari che affiancano la premiata coppia, tra gli altri, Arnoldo Foà, Remo Girone, Tony Sperandeo e Lucia Sardo: «Almeno qualcuno che conoscesse il mestiere ci voleva - scherza Picone - per questo ci siamo rivolti a loro». Interessante poi l'esordio al cinema della giovane Eleonora Abbagnato, prima ballerina all'Opéra di Parigi, nella parte della sorella di Ficarra di cui in un primo momento s'innamora Picone: «Avevo già lavorato con loro in tv in Ma chi ce lo doveva dire - racconta la neoattrice - poi ho fatto il provino e mi hanno subito accolto nella loro famiglia».
Naturalmente, alla parola «famiglia», Ficarra&Picone si sono messi a scherzare sul pericoloso significato mafioso. Ma non si doveva dire basta a certi stereotipi?