Fiction Mediaset, basta miniserie e Muccino scriverà per Canale 5

Il direttore Giancarlo Scheri: «Puntiamo su cinque filoni»

da Roma

Avete presente le miniserie? Ovvero quelle fiction in due serate con cui, all'inizio d'ogni settimana, Rai e Mediaset si contendono ascolti e successi? Be’: scordatevele. Il tempo di esaurire quelle già prodotte (l'ultima sarà Aldo Moro, con Michele Placido) «e Mediaset non ne realizzerà mai più. Le miniserie, infatti, pongono troppi problemi di programmazione, e si vendono difficilmente all'estero».
È questa la prima, clamorosa, decisione presa da Giancarlo Scheri, passato dalla direzione di Rete4 a quella, appunto, della fiction Mediaset. Una piccola rivoluzione, a suo modo. La totale rinuncia ai racconti in due serate, infatti, consentirà alla tv commerciale di smarcarsi dal continuo (e sempre meno gratificante, in verità) confronto con quella pubblica. «Puntando invece sulla fiction in una serata sola razionalizzeremo il palinsesto. E contemporaneamente - nota il direttore dei contenuti Mediaset, Alessandro Salem - sperimenteremo soggetti per la fiction lunga, da quattro a dodici puntate. Esempio: Due imbroglioni e mezzo, da tv movie di successo con la Ferilli e Bisio, diverrà una serie lunga». La linea editoriale di questa nuova fiction - in cui Mediaset investirà 250 milioni di euro, per circa 120 serate in prime time - percorrerà cinque filoni: «I più amati dal nostro pubblico. Che oggi risulta così diviso: le giovani famiglie su Canale 5, i giovani su Italia 1, gli over 55 su Rete 4». Primo filone: le storie d'impegno civile. «Un genere cui non ci rinunceremo, pur essendo il più costoso, visto che richiede attori famosi». In programma una biografia di Franco Basaglia, lo psichiatra che contribuì all'abolizione dei manicomi, e quella del pentito di mafia Buscetta, incarnato da Michele Placido. Quindi L'aviatore, storia d'un pilota d'aereo (Raoul Bova) impegnato nel salvataggio di alcuni ebrei programmato per la «giornata della memoria»; quindi 'O professore con Castellitto, Il generale Dalla Chiesa con Giannini, una fiction sul G8 di Genova e una sulla tragedia di Vermicino. «Altro filone sarà quello dell'action, che offrirà novità come Intelligence-Servizi Segreti, sei puntate con Bova, Nucleo Operativo Ecologico con Daniele Liotti, i medical Crimini bianchi e Chirurgia d'urgenza (rispettivamente con Daniele Pecci e Violante Placido), oltre alle storie di mafia Il capo dei capi (ancora Daniele Liotti), L'ultimo padrino (Michele Placido)». Terzo, inevitabile filone, la commedia. «Un genere sempre più richiesto, nel quale spiccheranno Anna e i cinque, una sorta di Mary Poppins aggiornato in sei puntate, con Sabrina Ferilli, il Dottor Clown di Gerry Scotti, il ritorno di Diego Abatantuono con il suo terruncello, e l'atteso debutto di Ficarra e Picone. Oltre alla serie lunga tratta dal tv movie sugli anni ’60 Piper. «Nella tradizione Mediaset continueremo il filone dedicato al pubblico femminile - aggiunge Scheri -. Con la Arcuri, la Grimaldi e la De Sio nel melodramma Mogli a pezzi; Garko, la Lisi e Giannini nella storia risorgimentale Il sangue e la rosa; ancora Garko in abito talare nel tv movie Io ti assolvo ed Elena Russo donna vessata dalla malavita in Io non dimentico». Ultimo filone, per ora con un solo titolo, quello giovanilistico. Che presenterà lo scolastico I liceali, coi professori Giorgi Tirabassi e Claudia Pandolfi.
Ma certamente il nome di maggior prestigio della nuova fiction Mediaset è quello di Gabriele Muccino. Al regista italiano dell'hollywoodiano La ricerca della felicità, infatti, Scheri ha affidato la ricerca e la realizzazione «d'un soggetto in stile commedia anglosassone, tipo Notting Hill. Il tv movie sarà girato in inglese e avrà un cast italiano e inglese di nuovi talenti. E, se avrà successo, sarà trasformato anch'esso in una lunga serie».