Una fiction Rai racconterà la sua vita: «Riscoperta dell’uomo e del maestro»

I set a Milano, Lucca e Torre del Lago. Nel 1973 il ruolo fu affidato a Alberto Lionello

Sabrina Cottone

nostro inviato a Torre del Lago

Torre del Lago è il sogno di Giacomo Puccini trasformato in paese, un borgo fatato (un po’ spiritato) dove le strade si chiamano via Bohème, via Trittico o Gianni Schicchi. Il teatro è lì, sulle sponde paludose del Massaciuccoli di cui si innamorò a prima vista il maestro («oh meraviglia... oh eden...» raccontano le sue carte), tanto da voler costruire una villa con vista sulle acque ferme incorniciate dalle Apuane. È la cornice ideale per il progetto della fiction Rai che regalerà ai telespettatori vita appassionante e opere appassionate di Puccini. C’è Agostino Saccà in prima fila quando dal palco, prima delle note della Manon Lescaut, arriva l’annuncio del presidente del Comitato nazionale celebrazioni pucciniane, Bruno Ermolli, certo che «la fiction Rai racconterà il maestro non solo dal punto di vista culturale». Un Puccini attuale nel suo essere glocal, globale nell’attenzione ai Paesi lontani (La Fanciulla del West o Turandot) e locale nell’attaccamento fortissimo ai suoi luoghi. Moderno e adatto alla tv.
Il direttore di Rai fiction è uno degli ospiti del concerto della Filarmonica della Scala organizzato dal Comitato pucciniano. E Torre del Lago sarà una delle cornici principali della fiction che sfiderà la memoria dello sceneggiato Rai del 1973, quando la domenica sera a interpretare la vena sentimentale e romantica di Puccini era Alberto Lionello. Raitrade sta lavorando insieme alla commissione scientifica del Comitato allo studio scenografico e ambientale, che avrà come luoghi privilegiati (oltre naturalmente a Torre del Lago) Lucca e Milano, la città di nascita e quella della svolta artistica del compositore.
«Sarà un viaggio alla riscoperta dell’uomo oltre che del musicista» raccontano dal Comitato. Ci sarà la passione per le donne, la relazione intricata e anticonformista che all’inizio del secolo lo legò a Elvira Bonturi, sposata a un droghiere di Lucca, prima sua amante e poi moglie molto gelosa e molto tradita. Non mancheranno gli alti bassi e della fortuna. Insomma, un’opera in stile pucciniano.