La fidanzata-giornalista fa litigare Casillas e Ronaldo

Sara Carbonero critica Cristiano in tv, il portoghese se la prende con il portiere. E lo spogliatoio si spacca

Sara Carbonero è una giornalista spagnola. Più che per il suo mestiere davanti a telecamere e microfoni è diventata famosa per il bacio in diretta mondiale del suo “guapo” Iker Casillas, portiere della Spagna, nell’occasione, e del Real Madrid. Fin qui la storia è nota ma Sara, che tradisce Iker essendo tifosa dell’Atletico di Madrid, è una che non sta in difesa come il suo dolce amore. Va all’attacco e durante una delle cento parole dette in televisione (data il venti di settembre), ha detto che Cristiano Ronaldo è «individualista ed egoista». Poi sono arrivate anche le cinque sberle del Barcellona e apriti cielo. Radio spogliatoio ha fatto il resto, CR7, acronimo e codice calcistico del portoghese più brillantinato e più “tartarugato” del mondo, ha messo il broncio, ha inviato un sms al collega, ha chiesto chiarimenti come se Casillas avesse un ius sulle parole della fidanzatissima. Ma il portiere è uno spagnolo tutto di un pezzo, abituato a respingere palloni insidiosi ha rinviato a centrocampo il Ronaldo medesimo: «Sara fa la giornalista ed è libera di pensare e dire quello che vuole».

Non è mica finita qui. Si sono messi di mezzo Florentino Perez e Jorge Valdano per sistemare una questione assai spinosa, organizzando un faccia a faccia tra i contendenti ma l’intervento del presidente e del general manager ha accentuato il dissidio, insomma i due non si parlano, lo spogliatoio si sarebbe spaccato (tesi sostenuta da El Mundo Deportivo e da Sport, voci giornalistiche di Barcellona, fate un po’ voi), Ronaldo da una parte con i suoi sodali, Pepe, Carvalho, Di Maria, Marcelo, e dall’altra la banda spagnola al completo a proteggere Iker e la sua pupa. I problemi per Josè Mourinho, come per la guerra di Troia, nascono da una donna, manca il pomo ma ci sono le “merengues” del Real Madrid che vanno protette. Ronaldo già era entrato in depressione quando Casillas aveva fatto un nome solo per il calciatore più forte del mondo: Messi. CR7, come il suo connazionale allenatore, si considera il migliore dell’universo e dunque la sentenza del guarda meta ha provocato una crisi di identità. Bisogna capirlì questi ragazzi, il conto in banca, la brillantina in testa e l’addome tartarugato non sono tutto nella vita.