Fidanzati uccisi: Lucidi presenta appello

Nessun reato doloso, ma un «caso di scuola di colpa cosciente». È la convinzione dell’avvocato Franco Coppi, il nuovo avvocato di Stefano Lucidi, 34 anni, il pirata della strada che lo scorso 22 maggio travolse e uccise con la sua auto due fidanzati in scooter, tra via Nomentana e viale Regina Margherita. Per la morte di Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, il 26 novembre Lucidi è stato condannato con il rito abbreviato a dieci anni di reclusione per omicidio volontario (con dolo eventuale) dal gup Marina Finiti. Una sentenza «ingiusta» per Coppi, che deve essere «riformata»: l’imputazione dolosa deve essere derubricata in omicidio colposo plurimo.
Il penalista parte da un dato «pacifico», riconosciuto dalla stessa sentenza impugnata, per motivare la sua richiesta. Quello secondo il quale Lucidi avrebbe attraversato l’incrocio dopo 1,1 secondi dallo scattare della luce rossa. Secondo la difesa, cioè, l’automobilista sarebbe giunto in prossimità dell’incrocio a velocità sostenuta «ed avendo percepito lo scattare della luce arancione, ha valutato di poterlo impegnare - sia pur mettendo in atto una manovra imprudente - prima dello scattare del rosso e cioè prima che le auto ferme su viale Regina Margherita cominciassero ad impegnare a loro volta l’incrocio». Nell’atto si sostiene che la velocità sostenuta dell’auto, valutata assieme «alle circostanze di fatto (arancione che sta per diventare o è appena diventato rosso) e di luogo (ampiezza dell’incrocio), non solo non costituisce affatto un indice della presenza di un dolo eventuale, ma costituisce invece un elemento di rafforzamento della personale convinzione di poter superare l’incrocio indenne prima del passaggio delle altre autovetture». Il legale cita poi una testimonianza che avvalora l’ipotesi che l’auto abbia frenato. Quanto la «guida alla cieca», elemento che i giudici utilizzano per confermare l’esistenza del dolo eventuale, sarebbe smentita «dall’ampiezza dell’incrocio e dall’ampio cono di visibilità». Per Coppi, infine, lo scooter dei due fidanzati sarebbe partito prima che scattasse il verde e per questo chiede ai giudici di disporre una perizia tecnica che accerti se il semaforo in questione sia programmato per rispattare un intervallo di «tutto rosso» prima dello scattare del verde per una delle due direzioni di marcia».