Fidel riccastro, vale più della regina

Sono 420 i chilometri di spiaggia non accessibili, nel 2005 erano 13 in più

Mariuccia Chiantaretto

da Washington

I patrimoni dei dittatori sono molto più solidi di quello della regina Elisabetta secondo la classifica «re, regine e dittatori» di Forbes, la più nota rivista finanziaria mondiale. Secondo il mensile Fidel Castro non è infatti soltanto il lìder maximo ma anche un miliardario, ricco sfondato, piazzato al settimo posto davanti a sua maestà Elisabetta seconda. Il patrimonio di 900 milioni di dollari che viene attribuito nel 2006 a Fidel consiste in aziende controllate dallo stato cubano di cui il lìder maximo fa il bello e cattivo tempo.
L’anno scorso, quando la ricchezza di Fidel Castro fu valutata in 550 milioni di dollari, l’uomo dell’Avana si era adombrato talmente di minacciare un’azione legale. «Cosa credono che io sia come il leader congolese Mobuto o uno di quei miliardari ladri e predoni protetti dall’impero di Washington?».
Quest’anno l'economia di Cuba è in forte crescita, con un aumento dell’11,8 per cento nel primo trimestre. Così Forbes non ha esitato ad attribuire a Castro un patrimonio quasi raddoppiato rispetto alle valutazioni del 2005, facendogli sorpassare la regina Elisabetta. La sovrana inglese, con le sue tenute, i gioielli delle corona e collezioni di francobolli possiede circa 500 milioni di dollari. Il regime cubano ovviamente vede rosso e non soltanto per la sua ideologia socialista. «Fidel - ha scritto il quotidiano cubano Granma - è ricco ma solo della felicità di servire ogni minuto gli umili del mondo».
«La gente - ha spiegato la condirettrice di Forbes Luisa Kroll - è affascinata, vuole immedesimarsi per qualche secondo con un ricco principe o una regina. Forbes tiene accuratamente separate le liste dei miliardari veri da quelle dei re, regine e dittatori. È difficile separare la ricchezza del singolo individuo da quella di uno Stato. Alcune di queste fortune risalgono a più di 800 anni fa».
Il primo della lista dei paperoni capo di stato è re Abdullah dell’Arabia Saudita valutato 22 miliardi di dollari. Al secondo posto c'è il sultano Hassanal Bolkia di Brunei, 20 miliardi, seguito dal presidente degli emirati arabi lo sceicco Khalifa Bin Zayed Al Nathan con 19 miliardi. Fra gli europei fa la parte del leone il principe Hans Adam secondo di Liechtenstein con 4 miliardi di dollari. Negli ultimi tempi il principe ha notevolmente aumentato il capitale di famiglia con investimenti in America sulla produzione del riso geneticamente modificato.
Il più industrioso dei leader elencati è lo sceicco di Dubai Mohammed Bin Rashid Al Maktoum valutato 14 miliardi di dollari. Lo sceicco, noto come allevatore di cavalli da corsa, ha anche aumentato in otto anni da 8 a 40 miliardi di dollari il patrimonio interno lordo dello stato diversificando gli investimenti in aziende all’estero.
Il presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang è entrato solo quest’anno nella lista dei leader multimiliardari con un patrimonio di 600 milioni di dollari. La sua posizione è quanto mai controversa: nella lista delle Nazioni Unite sullo sviluppo dei vari paesi la Guinea ha infatti fatto un notevole passo indietro.
«Le nostre stime, si legge sulla rivista, sono più arte che scienza. Non potremmo infatti mai conoscere esattamente il valore delle tenute del principe di Liechtenstein. In passato per valutare il prodotto interno lordo di Cuba ci siamo basati su percentuali. Quest’anno abbiamo usato metodi più tradizionali mettendo a confronto i capitali delle industrie di cui Fidel Castro ha il controllo con quelli di aziende simili ma valutate in borsa, poi abbiamo applicato uno sconto per compensare ciò che non eravamo riusciti a scoprire». Per compilare le sue liste dei paperoni Forbes ha usato trenta giornalisti che hanno viaggiato in sette paesi ed hanno portato a casa materiale su 793 miliardari sparsi in 49 paesi. Gli inviati hanno sciato in Svizzera col principe saudita Al Waleed, sono andati in barca a Vancouver con Tennis Washington e preso il the con miliardari del Kazakistan sulle Alpi francesi. La giornalista Lea Goldman, mentre intervistava il gioielliere israeliano Lev Leview si è trovata circondata da guardie armate fino ai denti perchè aveva inavvertitamente fatto cadere a terra una cassa piena di diamanti.