Fidis-Agricole Per la Fiat un pieno di utili

da Milano

Come previsto, alla fine Sergio Marchionne ce l’ha fatta. Ha chiuso in tempo l’accordo per cedere la vecchia Fidis al Crédit Agricole. Una formalità. Ma essendo giunta entro la fine dell’anno permetterà al gruppo Fiat di segnare un utile per il 2006 di 1,2 miliardi di euro: più di 400 milioni grazie proprio a questa cessione.
Fiat auto ha così completato l'operazione annunciata a luglio per la costituzione di una joint-venture paritetica con l’Agricole, denominata Fiat auto financial services (Fafs), che svolgerà le principali attività di finanziamento di Fiat auto in Europa. Per Fiat si registra, alla fine di una serie di complicati passaggi, una plusvalenza di circa 450 milioni di euro, un introito di oltre 3 miliardi (compreso il rimborso dei debiti infragruppo) e una riduzione dell'indebitamento netto industriale di 350 milioni.
In particolare, spiega una nota, Synesis finanziaria (società detenuta pariteticamente da Unicredito, Banca Intesa, Capitalia e SanPaolo-Imi) ha ceduto a Fiat auto per 479 milioni di euro il 51% di Fidis retail Italia, società che controlla le attività di Fiat auto di finanziamento al cliente finale in Europa e che ha cambiato la sua ragione sociale in Fafs. Quest'ultima ha acquisito una serie di società controllate da Fiat auto operanti nel settore del noleggio e finanziamento alla rete di vendita di Fiat auto in Europa. Fiat auto, infine, ha ceduto a Sofinco, la società per il credito al consumo interamente detenuta da Crédit agricole, il 50% del capitale di Fafs per un corrispettivo di un miliardo di euro soggetto alle normali clausole di aggiustamento del prezzo. Crédit agricole e Sofinco hanno rifinanziato le società di Fafs per l'intero ammontare del debito nei confronti del gruppo Fiat e parte del loro debito verso terzi.