Fidis, Mediobanca cerca la chiave per rientrare

La prossima settimana il verdetto poi inizierà la data room per le offerte

da Milano

Mediobanca cerca la soluzione per tornare in corsa nell’acquisto del 50% di Fidis che Fiat ha intenzione di girare in blocco dopo aver ritirato il 51% oggi in mano alle banche creditrici: Intesa, Unicredit, Capitalia e Sanpaolo-Imi. Il quadro è incerto, ma alcune ricostruzioni puntano sul fatto che Piazzetta Cuccia possa essere «ripescata» dall’advisor Goldman Sachs. Il verdetto dovrebbe arrivare la prossima settimana.
Esclusa, nella prima fase della gara, dalla short list composta solo da banche estere (Deutsche Bank, Bnp Paribas, Socgen e Crédit Agricole), Piazzetta Cuccia avrebbe infatti rilanciato il proprio interesse anche per un ingresso paritetico in Fidis (50%). L’esito a questo punto potrebbe essere la riammissione della controllata Compass (specializzata nel credito al consumo) da parte di Goldman Sachs che centrerebbe così anche l’opportunità «politica» di avere un gruppo italiano tra i potenziali acquirenti di Fidis. Al termine della data room, che dovrebbe durare un paio di settimane, saranno presentate le offerte vincolanti. Prima della pausa estiva, si saprà quindi chi ha presentato la proposta migliore per la società del Lingotto. La scadenze si intersecano con quelle della partita Ferrari dove, al pari che in Fidis, Torino e il gruppo diretto da Alberto Nagel giocano su un doppio tavolo. Nei giorni scorsi è stato prorogato al 30 settembre il termine per l’esercizio da parte di Fiat dell’opzione d’acquisto (call) sul 29% del Cavallino Rampante: in pratica la quota residua del 34% ceduto alla banca milanese nel 2002, tolto il 5% girato l’anno scorso al fondo Mubadala di Abu Dhabi. Mediobanca controlla oggi l’11,7% di Ferrari, Commerzbank l’8,5%, Abn Amro il 7,5% e Popolare dell’Emilia Romagna l’1,3%.
L’esborso per riacquistare il 29% di Maranello è stimato in 830 milioni e, come garanzia per parte del pagamento, Fiat avrebbe proposto la sua quota in Mediobanca (1,8%). Questo, in attesa di poter effettivamente cedere la partecipazione alla scadenza del patto di sindacato (giugno 2007), dato che - da quanto si apprende - non c’è nessuna intenzione da parte dei soci di Piazzetta Cuccia di modificarlo prima.