Fiducia al Joker, ma solo con riserva

Egregio dottor Lussana, così come non condividevo l’appoggio incondizionato al presidente Preziosi nei giorni bui delle sentenze e dei processi da parte dei tifosi, scandito da slogan minacciosi tipo «giù le mani dal presidente», manifestazioni, ipotesi di complotto, oggi mi trovo ugualmente in contrasto con il principio di contestazione a sfavore dello stesso.
La contestazione era più logico che nascesse dopo i fatti di questa maledetta estate rossoblu, in modo particolare con le sentenze: infatti, la fiducia in chi ti vende un prodotto sul quale guadagna illecitamente spacciandotelo per sano e pulito doveva quantomeno essere messa in discussione. Tutto questo a prescindere dal marciume che c’è nel calcio, dalla prassi consolidata di compra-vendita delle partite ormai diffusa ed accettata nonché dal processo farsa e dalla condanna esemplare messi in scena dagli organi del Calcio. Invece la speranza di riconquistare la Serie A, ha portato a cercare di salvare il salvabile facendo muro contro le ingiustizie ma anche contro gli errori del presidente, errori ormai difficilmente negabili.
Fiducia incondizionata dunque, fino alla sentenza definitiva. Fiducia che ha iniziato a vacillare dopo lo schiaffo della prima partita in serie C, tra l’incredulità e lo sgomento generali, nonostante l’aumento delle tessere allo stadio. Fiducia che è crollata in pochi attimi quando sono venute fuori notizie gravi che non riguardavano il Genoa direttamente e la serie A mancata. Fatti che non potevano che essere associati ad un’unica persona, il presidente.
Sostenerlo d’estate significava cercare di riconquistare la A, ma sostenerlo adesso non portava un gran tornaconto.
Ed ecco puntuali i primi striscioni, moderati rispetto al passato, ma che con qualche futura disavventura sportiva si tramuteranno presto nei famosi «Vattene!».
La mia domanda è «siamo sicuri che sia il momento e la cosa giusta da fare?»
Io dico di no per una serie di motivi che vado ad elencare.
Enrico Preziosi da quanto si legge oggi è a capo di un’azienda in perfetto ordine, forte e sana; ha dato ampia dimostrazione di buone capacità nelle scelte tecniche; credo che abbia forte interesse ad ottenere risultati; mi chiedo poi chi oggi possa essere interessato a subentrare alla guida della società con un progetto serio; Infine, credo comunque che sia meritevole il fatto che sia rimasto mettendoci la faccia.
Per concludere, non è un dato empirico, ma si può immaginare che sia in credito nei confronti della Figc, che la coscienza a posto proprio non deve avere (vedi i tre rigori di domenica) e che nutre un sicuro interesse a recuperare una squadra e una tifoseria che possa aiutare a far lievitare i guadagni del calcio. Ecco perché io dico fiducia, ma non più assoluta, anzi con la condizione che certe cose non avvengano più e in nessun modo. Proviamo, abbiamo poco da perdere. Semmai, alla prima irregolarità contestiamo pure.


Ps con estremo ritardo, volevo complimentarmi con l’articolo di Sessarego uscito qualche settimana fa, riguardante il Professor Scoglio. Così come criticai Sessarego in un’altra occasione volevo fargli i complimenti.

Forse era il caso di attendere un attimo per il caso Genoa o forse vi erano dei personaggi che odiavano la squadra che è nata nel 1893.
Emanuele Mantero