Fiducia sul processo lungo, opposizione sulle barricate

RomaIl governo accelera sul processo lungo, l’opposizione grida allo scandalo. In mattinata il Consiglio dei ministri autorizza la votazione di fiducia (numero 48) sul provvedimento in discussione a Palazzo Madama per l’ostruzionismo della minoranza sul testo. Il processo lungo consiste in due emendamenti al ddl sul giudizio abbreviato presentati in commissione Giustizia dal capogruppo Pdl, Franco Mugnai. Vietano di utilizzare le sentenze definitive come prova dei fatti in esse accertati e danno alla difesa la possibilità di presentare liste di testimoni senza che il giudice possa bocciarli. Immediatamente si levano alte le proteste delle opposizioni e dell’Associazione nazionale magistrati che ripetono il mantra della «legge ad personam». Tiepido anche il commento della Lega, con Umberto Bossi che lasciando Roma avverte: «Meno fiducie si mettono, meglio è».
Il calendario per l’approvazione è serrato, il Pdl vuole chiudere prima del 4 agosto. Oggi a Palazzo Madama le dichiarazioni di voto partono alle 9 e già alle 10 si sarà la prima chiama per il voto di fiducia. La maggioranza stringe i tempi per «approvare tutti i provvedimenti che giacciono nei cassetti prima della pausa - spiega il vice presidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello -. Vogliamo dimostrare all’opinione pubblica che il Parlamento compie fino in fondo il suo dovere». E il capogruppo Maurizio Gasparri aggiunge: «Vogliamo portare all’approvazione questa legge perché i principi cui si ispira sono giusti e li difendiamo con convinzione».
Polemica la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro: «È una decisione ingiustificata, non si spiega se non con la necessità di salvare il premier». Chiama alle barricate Antonio Di Pietro: «Di fronte a tale scelleratezza non resta che la mobilitazione di massa: costi quel che costi». E anche il Terzo polo attacca: «Ennesima leggina ad personam» dice Francesco Rutelli. Con Fli che parla di «norma inaccettabile, da legislazione schizofrenica» con Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia alla Camera.
Negativa pure la reazione dell’Anm. Luca Palamara, il presidente del sindacato delle toghe, rileva come «da un lato ci viene detto di far durare meno i processi, dall’altro vengono varati provvedimenti di segno opposto». E l’Anm parla, come sempre, di «effetti devastanti» e «paralisi della macchina giudiziaria».