Fiducia Usa e greggio salvano le Borse

Wall Street: chiusura in forte rialzo

Il clima non prometteva bene: dopo l’avviso del Fondo monetario, a inizio settimana, sui guai delle banche e sul rischio di avvitamento tra crisi finanziaria ed economia reale, ieri Merrill Lynch ha annunciato un aumento di capitale da 8,5 miliardi di dollari per far fronte ai buchi di bilancio da subprime. Ma la discesa del prezzo del petrolio, ieri sotto i 122 dollari, e fanno oltre 20 euro in meno in due settimane, e poi l’incremento dell’indice di fiducia dei consumatori statunitensi, salito di un punto rispetto al mese di giugno, hanno ridato sollievo a Wall Street che ha chiuso in forte rialzo: +2,3% il Dow e +2,4% il Nasdaq. E così, di riflesso, hanno respirato anche le Borse europee, con Piazza Affari che però fatto peggio delle altre, chiudendo a -0,23%. Contrastati i bancari. In calo Mediobanca che cede oltre il 3% alla vigilia del contrastato ritorno alla governance tradizionale. In discesa anche il suo principale azionista, Unicredit, che perde un punto e mezzo e Intesa Sanpaolo, che perde l’1,85%. Bene invece Mps (+1,2%). Tra le altre blue chip, rialzo invece per Tenaris (+4%), Finmeccanica (+3%) e Fondiaria-Sai (2%). La seduta è stata negativa per il settore cementiero, soprattutto con con Italcementi (-4,30%) e Buzzi Unicem (-3,01%). In ribasso anche Autogrill (-1,51%), dopo che gli analisti di Ubs hanno tagliato l’obiettivo di prezzo a 8,5 euro dal precedente 16,9. Nel resto d’europa, Francoforte ha guadagnato lo 0,75%, Londra lo 0,12%, Amsterdam lo 0,54% e Zurigo lo 0,35%. Poco sotto la parità Parigi (-0,09%), mentre la regina continentale è stata Madrid (+1,73%), trainata dal rally di Iberia (+20,73%) sull’annuncio della fusione con British Airways.