La Fiera ambasciatrice all’Onu per combattere la povertà

L’amministratore delegato Ferrari oggi a New York per una conferenza: «I nostri eventi utili a sostenere assistenza, cultura e aiuti»

La Fiera in missione al Palazzo di vetro. Obiettivo: promuovere, attraverso le mostre organizzate dall’Ente milanese, le politiche di sviluppo dell’Onu. Come dire: dare sostegno concreto agli aiuti alimentari, all'assistenza medica per i paesi più disagiati del mondo. Oggi e domani, infatti, Piergiacomo Ferrari, ad di Fiera Milano e presidente di Associazione esposizioni e fiere italiane, parteciperà alla VI Conferenza Mondiale Infopoverty a New York per parlare del recente accordo siglato con l’Osservatorio per la comunicazione culturale e audiovisiva. In cartellone per il 2007, a sostegno dell’iniziativa, ci sono BuildUp Expo (6-10 febbraio 2007) mostra dell’architettura e delle costruzioni, Tuttofood (5-8 maggio), mostra dell’alimentare, e un salone dedicato alla medicina. Occam, che ha dato il patrocinio alle manifestazioni fieristiche, avrà il compito di promuoverle in tutte le sedi istituzionali mondiali a partire dalla conferenza di oggi.
«L’accordo con Occam - ha detto Piergiacomo Ferrari - ha una valenza strategica in quanto dimostra come i nostri eventi rivestano una funzione fondamentale per lo sviluppo economico internazionale. Si tratta di un’iniziativa senza precedenti - continua l’amministratore delegato della Fiera - le attività dei settori cui si rivolgono le mostre coinvolte nel progetto sono, infatti, comprese nel programma Infopoverty: dalle soluzioni costruttive e urbanistiche ai servizi di sostegno alimentare, dall’assistenza medica a distanza, sino alla promozione delle identità culturali». Infopoverty si iscrive nel programma dell’Onu per il raggiungimento del Millennium Development goals tramite due programmi di lotta alla povertà: la realizzazione di villaggi Ict, cioè villaggi dotati di tecnologie informatiche all’avanguardia e l’avvio di un portale satellitare di servizi. Sono addirittura 5000 villaggi in attesa di essere informatizzati attraverso la dotazione di sale computer nelle scuole, di piattaforme per videoconferenze nei presidi medici e di postazioni internet nel centro comunitario. Le persone che vivono nei villaggi del terzo mondo - spiegano dall’Occam - hanno un estremo desiderio di comunicare con il mondo, soprattutto con i familiari che sono emigrati. Queste tecnologie saranno dunque accessibili a tutti, anche alle piccole aziende agricole, come già successo in Honduras, per esempio, che potranno avere un sito per vendere on line i loro prodotti. Non solo la piattaforma satellitare permetterà di diffondere nei villaggi e-learning , la telemedicina, l’e-governance, e-commerce nell’ottica ormai globale di condivisone delle conoscenze, per sconfiggere l’emarginazione e la povertà nei paesi più disagiati.
Tutto questo non è solo un sogno: due villaggi Ict sono infatti già stati realizzati, a Sambaina in Madagascar e a Costanza nella Repubblica dominicana.