«La Fiera deve trovare più slancio imprenditoriale»

La Fiera di Genova è sempre stata caratterizzata da scarsa efficienza imprenditoriale, particolarmente costosa per tanti anni, e comunque sempre incapace di produrre ricchezza vera, investimenti e sviluppo, con le proprie inesistenti risorse finanziarie. L'obiettivo più ambizioso al massimo, il pareggio di bilancio! Vergogna, grande Vergogna. Quando Fiera Genova (anni 70) faceva il Nautico, Rimini aveva una fiera di edifici fatiscenti e ricoperti di lamiera arrugginita. Oggi ha una delle fiere più belle, moderne ed importanti di Italia.
In tutta Europa le fiere hanno prodotto molta ricchezza e tanto sviluppo diretto o indotto. Genova ha prodotto: niente ricchezza, niente sviluppo o quasi (il Palasport è più o meno come 50 anni fa...).
Pochissima immagine di Genova, non la Superba, ma la Mediocre tendente al brutto (residenti da 800.000 a 600.000 attuali, e i giovani bravi scappano, o sono costretti in gran parte ad andarsene). Non possiamo che constatare che la Fiera è sempre stata affidata a dirigenti totalmente incapaci. Ma come è potuto accadere tutto questo, visto che la responsabilità delle scelte fatte dal 1961 ad oggi ricadono su tutti i partiti - destra, centro, sinistra - dell'arco costituzionale?
Il primo diritto da rivendicare è quello di punire tutti coloro che hanno favorito l'enorme dilapidazione di tanto denaro pubblico, e cioè del cittadino. Bisogna invitare la giustizia ufficiale ad attivarsi.
Ma dobbiamo anche noi cittadini continuare per conoscere, capire e decidere le forme di protesta e di lotta democratica, per dare splendore alla nostra meravigliosa città, oggi un po’ lugubre e un po’ troppo tetra, carente di sorrisi e di gioia, ma ancora piena di voglia di «mugugnare» impegnandosi.
Scrivete gente, cittadini genovesi volenterosi e per bene, e sommergete di messaggi con quello che ritenete essere prioritario, la di questo giornale.