Alla fiera del disco in vinile a caccia di canzoni-ricordo

Trecento gli espositori e svariati gli eventi, domani l’esibizione della band Petit Fabrique di Claudio Fucci

Dalla scorsa estate il club può fregiarsi di un'importantissima presenza, quella di Bob Dylan che, in un'intervista a Rolling Stone ha bocciato senza appello il suono digitale: «Io faccio quello che posso per combattere questa tecnologia, ma non conosco nessuno che abbia fatto un disco che suoni decentemente negli ultimi venti anni». Il club di cui stiamo parlando è ovviamente quello dei nostalgici del vinile che, questo fine settimana, potranno assaporare il piacere della scoperta di un disco raro nel corso di Vinilmania, la più importante manifestazione italiana dedicata al collezionismo discografico che si svolge tre volte l'anno - febbraio, maggio e ottobre al Parco esposizione di Novegro. Dario Maffioli è uno dei padri fondatori dell'evento insieme a Fulvio Beretta e Guido Giazzi: «L'idea è nata guardandosi un po' in giro - dice Maffioli -. Queste manifestazioni erano già diffuse in America prima della guerra e in Inghilterra già negli anni Cinquanta». Da tempo abbonato al giornale inglese Record Collector, Maffioli approfittava delle sue trasferte di lavoro a Londra per andare alla ricerca di «chicche» da tenere per sé o scambiare con altri collezionisti. Vinilmania nasce da questa passione che ha contagiato anche i suoi figli adolescenti: «Abbiamo iniziato nel 1986 con una piccola esposizione presso la sede dell'Associazione Combattenti e Reduci di Porta Venezia - racconta -. Poi, nel 1989, con il trasferimento a Novegro c'è stato un salto di qualità». Oggi la fiera conta trecento espositori, il 35 per cento arriva dall'estero. «Un calderone gigantesco dove si può trovare di tutto» è la definizione che Maffioli dà della sua creatura: «Alla fiera non ci sono solo dischi, ma anche libri, poster originali degli anni Settanta, riproduzioni - spiega Maffioli -. Per questo il pubblico è variegato, si passa dal collezionista che cerca il pezzo unico al ragazzino che compra cd usati ad un prezzo conveniente». Non a caso il Libraccio è un ospite storico della manifestazione e il pubblico dei più giovani è in costante crescita.
La fiera sarà inoltre ricca di eventi: domani sarà la volta della band lombarda Petit Fabrique e del «ricercatore di suoni» Claudio Fucci. Durante la giornata saranno inoltre presentati due libri: il Dizionario completo della canzone italiana, di Enrico Deregibus, e il volume di John Trudell Graffiti Man, una resistenza indiana. Domenica l'intrattenimento spetterà invece ai Gang.
«Da noi si possono trovare cose difficilmente reperibili attraverso i normali canali commerciali - continua Maffioli - e con prezzi che vanno da un euro in su». Quanto in su lo chiarisce raccontando di un episodio di qualche anno fa: «Una collezionista di Pavia si è portata a casa uno storico 45 giri di David Bowie, stampato in Thailandia, pagandolo 12 milioni di vecchie lire». Il valore, ovviamente, varia a seconda delle tirature: «Purtroppo oggi non è sempre così perché le vendite tramite asta e su e-bay hanno falsato il vero mercato del collezionismo facendo lievitare eccessivamente i prezzi - dice Maffioli, convinto che la rete non potrà mai soppiantare queste occasioni di incontro -. Non c'è confronto, qui il disco lo vedo, verifico lo stato, tratto sul costo, scambio informazioni con il venditore». Un’ultima domanda è d'obbligo: qual è stata la scoperta più importante di tutti questi anni di collezionismo? «Solid ground, un disco svedese del 1977. L'ho trovato in un negozio nel centro di Londra a 9 sterline. L'ho comprato così, perché mi attirava la copertina. Per poi scoprire che si trattava di un vero e proprio mito, introvabile anche in Svezia».