Fiera, giù l'ultimo padiglione storico Al suo posto il grattacielo "storto"

Milano, demolizione "chirurgica" con l'esplosivo del padiglione 20. Un pezzo di storia della vecchia fiera che se ne va. Qui sorgerà la torre di Libeskind che forse avrà una curvatura "ridotta"

Milano - Un boato, poi una densa nube di fumo e, in meno di dieci secondi, del mastodontico Palazzo della Meccanica della vecchia Fiera di Milano sono rimasti solo polveri e detriti. Al suo posto sorgerà il grattacielo "Storto" di Daniel Libeskind, sul quale gli immobiliaristi di Citylife hanno avviato uno studio per modificarne la pendenza di qualche grado. Sono dunque cominciate qall'alba le operazioni per la demolizione di uno dei padiglioni storici della Fiera Campionaria. Attorno tutta l'area è stata recintata e interdetta al passaggio di auto e pedoni, mentre da giorni tutti i residenti sono stati allertati su come far fronte all'onda d'urto della detonazione e, soprattutto, alla nube di polveri. Per controllare i fumi, immediatamente dopo che il padiglione 20 é imploso, sono comunque entrati in azione cinque cannon fog, gli speciali idranti con getti di acqua nebulizzata ad altissima pressione.

Per radere al suolo un complesso di 230 mila metri cubi, sviluppato su 10 mila metri quadrati, la società General Smontaggi ha messo in campo una "potenza di fuoco" paragonabile a quella di un bombardamento aereo: oltre una tonnellata di esplosivo che ha portato l'impresa a segnare il nuovo record europeo, in fatto di volumi, per una demolizione controllata e con un'unica esplosione. Per l'ecomostro di Punta Perotti, a Bari, pur superiore per grandezza, ne furono necessarie tre. Di tutto il complesso di edifici e palazzi, nato nel 1906 per la prima Esposizione universale di Milano, non restano ora che il padiglione 3, in stile liberty, vincolato dalla Sovrintendenza e la palazzina degli orefici, sede degli uffici di Fondazione Fiera. Sull'enorme spianata che da oggi li circonda sorgerà il nuovo quartiere di Citylife, con i suoi tre grattacieli-simbolo firmati da Daniel Libeskind, Zaha Hadid e Arata Isozaki. E proprio sulla torre tanto contestata, quella di Libeskind, finita nel mirino di numerosi esponenti politici, tra cui anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, per la sua forma incurvata, oggi si è appreso che Citylife sta valutando un leggero raddrizzamento.

"Indipendentemente dalle polemiche politiche, alle quali non intendiamo rispondere - ha affermato Marco Lanata, responsabile del progetto di Citylife - abbiamo avviato uno studio per una piccola variazione del progetto del grattacielo di Libeskind. Potrebbe essere lievemente alzato e rettificato in termini di sagoma. La torre - ha aggiunto - è uno degli elementi iconici di Citylife e, quindi, non c'é nessuna previsione di modifica sostanziale della sua forma". La correzione della curvatura, ha precisato poi il portavoce degli immobiliaristi, potrebbe essere di pochi gradi e quindi impercettibile alla vista. Di sicuro i tre grattacieli non saranno i primi edifici a vedere la luce nel nuovo quartiere dell'ex Fiera.

Ormai ultimati i lavori di demolizione, avviati nel gennaio del 2007, (restano ancora da rimuovere alcune fondamenta), entro la fine dell'estate potrebbero partire i primi cantieri per la costruzione dei palazzi residenziali attorno a piazza Giulio Cesare firmati da Daniel Libeskind e da Zaha Hadid. Già venerdì prossimo potrebbe essere approvata dalla Giunta comunale la variante urbanistica, dopo di che, trascorsi tre mesi, dovrebbero iniziare i lavori che cambieranno il volto di una delle zone storiche di Milano.