Fiera Milano ritrova lo slancio Più ricco il portafoglio mostre

La crescente competitività tra gli operatori del mercato espositivo internazionale. E, soprattutto, i contraccolpi di una crisi economica che l'Italia fatica a riassorbire. Ecco spiegati i motivi di un paio di esercizi difficili, nel corso dei quali Fiera Milano ha dovuto fare i conti con un rallentamento del proprio percorso di crescita.
Una fase di stallo che, però, appare ormai superata, visto che il gruppo è stato capace di ripartire con rinnovato slancio: lo testimoniano, tra l'altro, i risultati economico-finanziari previsti per fine anno, che parlano di un margine operativo lordo in crescita da 20 a 27 milioni di euro.
Ma, ancor più, lo lasciano intuire le proiezioni contenute nel piano industriale 2011-2014, dalle quali emerge un ulteriore rafforzamento del trend positivo nei prossimi anni, con il ritorno ai due milioni di metri quadri netti venduti già a partire dal 2012.
«Abbiamo attuato - spiega Enrico Pazzali, amministratore delegato di Fiera Milano - una serie di interventi di ampia portata, finalizzati al risanamento e al rilancio del gruppo. Si trattava di un riordino necessario, reso ancor più urgente dalla crisi economica globale, affrontata con efficacia grazie anche al contributo del fondo anticrisi messo a nostra disposizione dal socio di controllo Fondazione Fiera Milano. Con il piano industriale 2011-2014 abbiamo rimesso Fiera Milano su un binario di sviluppo, che darà soddisfazioni ai nostri azionisti. Il piano è la rappresentazione della Fiera Milano che volevamo: una realtà più snella, dinamica ed efficiente, come impone il contesto competitivo in cui operiamo; totalmente ripensata nell'organizzazione interna del gruppo; fortemente radicata sui grandi mercati esteri emergenti dell'area Bric; capace di arricchire il portafoglio mostre con eventi sempre nuovi».
L'offerta di Fiera Milano, in effetti, appare oggi decisamente rafforzata, grazie a una scelta strategica sviluppata su due binari paralleli: da un lato, investire su prodotti di punta come Host, Macef, Bit e Tuttofood; dall'altro, lanciare iniziative inedite, prima fra tutte la grande novità del 2011 che è E.Tech Experience, mostra BtoB dedicata alla generazione di energia, impiantistica elettrica e illuminotecnica in programma dal 16 al 19 novembre prossimi. L'opera di risanamento, però, corre anche lungo altre strade. Per esempio quelle della rigida disciplina dei costi operativi (non a caso diminuiti del 19% nel primo trimestre 2011) e della riorganizzazione del gruppo, realizzata attraverso una serie di fusioni e accorpamenti di società controllate.
«Sono ottimista per il futuro - prosegue Pazzali - perché stiamo puntando molto sulle fiere e lo facciamo in un'ottica di sostegno ai nostri espositori. Venire in fiera è un atto di coraggio, visto che significa, prima di tutto, scegliere la strada del fare, mettendosi in gioco con investimenti individuali e aziendali». E l'ottimismo dell'amministratore delegato trova conforto in un paio di altri fatti estremamente positivi: il rinnovo fino al 2032 del contratto che lega a Fiera Milano il Salone internazionale del mobile (un'operazione da 500 milioni di euro) e l'inaugurazione a maggio del centro congressi più moderno e capiente d'Europa: un'opera da 65 milioni finanziata da Fondazione Fiera Milano e affidata in gestione a Fiera Milano Congressi.