«La Fiera di Milano sotto l’attacco della Fondazione» Si accende la partita per il rinnovo dei vertici della spa e l’Ente dirotta 40 milioni. Il presidente: «Decisione strumentale»

Allora, presidente, vi arrivano fondi straordinari?
Michele Perini è dal 2003 alla guida di Fiera Milano, società quotata in Borsa che in questi anni ha vissuto una evidente metamorfosi: da semplice spazio espositivo a gruppo attivo, con accordi e alleanze, sullo scenario internazionale. Ora la Fondazione, l’organismo che controlla la spa con il 62% del capitale, ha annunciato che trasferirà risorse per 40 milioni alla società per promuovere progetti di sostegno e sviluppo a favore di industriali e clienti. Risponde Perini alla domanda: «L’ho appreso con piacere, perché il momento di crisi necessita di sostegno per le imprese che trovano nella Fiera un punto di riferimento. Ma questa elargizione è sospetta, perché arriva proprio alla vigilia del rinnovo degli organi della spa, su cui la Fondazione si pronuncerà entro fine mese».
Perché è sospetta?
«Perché il presidente della Fondazione (Luigi Roth, ndr) vuol prendere il posto che oggi occupo io e si premunisce girando dei fondi. Io da 5 anni chiedo la riduzione degli affitti che paghiamo alla Fondazione: 54 milioni, un’enormità, considerato che nel 2008 abbiamo fatturato 306 milioni. Ma non mi è mai stata data risposta».
Il presidente Roth ha già preparato una sua lista che si accinge a presentare al presidente della Regione, Formigoni. Perché, secondo lei, vorrebbe passare alla spa?
«Alla Fondazione dopo due mandati non è più rieleggibile».
Voi pagate l’affitto alla stessa Fondazione che vi controlla e che è proprietaria delle vostre sedi.
«Il canone fu stabilito all’inizio, e calcolato nel 6% del costo per il quartiere di Rho: 750 milioni, poi saliti a 900. Ma non fu mai considerato che in parallelo la Fondazione vendette le aree milanesi a 530 milioni».
Lei preferirebbe pagare il 6% sulla differenza, immagino...
«La Fondazione ha patrimonializzato bene. In tutto, tra canoni, royalties e dividendi ha incassato 405 milioni dal 2001».
La lista dei nuovi amministratori sarà decisa dal consiglio generale della Fondazione e sarà approvata dall’assemblea. Anche altri consiglieri, oltre a Roth, vorrebbero passare alla spa; mentre il suo mandato non ha limiti di rielezione.
«Due cose. La prima, la Fiera deve poter contare su specifiche competenze, che sappiano tessere relazioni internazionali e che conoscano bene la competizione in atto: lo sa che a breve in Europa resisteranno solo due grandi fiere? Noi ci stiamo adoperando perché Milano sia una di queste. Qui occorre cultura industriale vera, non spirito da immobiliaristi. Il presidente della Regione, come il sindaco Moratti, ha sempre dimostrato di essere attento a questi aspetti. E il presidente della Fondazione ha più volte detto di non avere competenze fieristiche».
E la seconda?
«La Fondazione doveva essere una holding leggera, invece ha 37 dipendenti e 7 dirigenti. Nel tempo si è evoluta in maniera diversa rispetto alle idee iniziali».