Fiera del mobile, un affare da 500 milioni

Il matrimonio tra il Mobile e Milano andrà avanti almeno fino al 2032. Certezza da non sottovalutare per la città e anche per le casse della Fiera, che con questo accordo ha fatto incetta di fondi e di stabilità.
Vale oltre 500 milioni di euro il rinnovo del contratto tra Fiera Milano e Federlegno-Arredo, che trasforma in certezza la presenza milanese del Salone Internazionale per i prossimi venti anni. Una boccata d’ossigeno anche per il piano industriale di medio termine di Fiera Milano.
«Siamo estremamente soddisfatti dell’intesa raggiunta con Federlegno-Arredo - commenta Enrico Pazzali, amministratore delegato di Fiera Milano - che anche in questa trattativa ha dimostrato come sempre professionalità e lungimiranza. L'estensione del contratto al 2032 ha per noi un grande rilievo economico. Ma non solo. È un atto di fiducia nei confronti di Fiera Milano da parte dei vertici della più grande fiera del mondo».
Nel primo trimestre dell’anno Fiera Milano ha registrato ricavi pari a 74,6 milioni di euro, in calo del 22 per cento rispetto al primo trimestre del 2010. Tra i dati positivi la contrazione dei costi operativi, pari al 19 per cento, e la crescita delle attività in Cina. Secondo l’ad Enrico Pazzali, si tratta di «risultati conformi alle attese» e anche il calo è «in buona parte riconducibile a variazioni del calendario espositivo da tempo note». Così «l’effetto negativo del calendario fieristico sarà bilanciato nei prossimi trimestri».
Il contratto con il Salone di Mobile si affianca al ritorno a Milano nel 2015, dopo 20 anni, della mostra mondiale delle macchine tessili, l’Itma. E giunge all'indomani dell'apertura del nuovo centro congressi da diciottomila posti: è anche grazie a questo aumento della ricettività che Milano è in testa alla classifica europea delle maggiori destinazioni convegnistiche internazionali. Si è chiuso proprio ieri il congresso medico scientifico Eccmid, al quale hanno partecipato circa diecimila persone.
Un trend positivo destinato a durare, secondo Pazzali: «Si stanno concretizzando gli effetti dell’azione di risanamento degli ultimi anni e delle operazioni di rilancio. Azioni declinate sull'efficientamento dei costi, la crescita all'estero, l'arricchimento del calendario delle manifestazioni, il consolidamento delle mostre di punta che hanno luogo a Fiera Milano, tra le quali il Salone occupa la posizione di leader mondiale del settore, di motore per la città e di pacesetter (battistrada, ndr) del made in Italy».