Alla Fiera in mostra tutto il meglio dell’arte Antiqua

Luisa Castellini

Un fanciullo etrusco in terracotta, una commode Luigi XV, un tavolino da cucito dell'epoca della Regina Vittoria. Un camino piemontese del '700, introvabili arredi Biedermeier e un salotto parigino - epoca Carlo X - con una credenza intarsiata e una dormeuse rivestita di seta e oro. E, ancora, dipinti, carte geografiche, vedute di città, arazzi e tappeti.
Queste e molte altre meraviglie -perché d'opere concepite all'insegna dell'eccezionalità si tratta- attendono il visitatore di Antiqua, la mostra mercato d'arte antica che ritorna alla Fiera di Genova dal 28 gennaio al 5 febbraio (lunedì-venerdì ore 14-20; sabato-domenica ore 10-20).
Nove sono i giorni di tempo a disposizione per scoprire il fascino e l'incanto dell'antico declinato in tutte le sue forme. Sessanta gli espositori provenienti da tutta Italia -tra cui molti nomi liguri- per partecipare a questa dodicesima edizione di Antiqua, che per qualità delle opere e per il riscontro ottenuto, fra appassionati e collezionisti, si colloca fra le più importanti manifestazioni del settore, accanto a Milano, Firenze e Parma. Organizzata da Symposium - che firma anche Tuttantico - Antiqua trasforma il padiglione C della Fiera in un'immensa Wunderkammer: accanto ai mobili d'epoca, preziosi argenti e ceramiche, orologi da collezione, spille, orecchini e collier per la gioia delle signore. Fra i dipinti, una «Natività» del '500 di scuola parmense, una «Sacra Famiglia» di Pedro Nunez de Villavicencio, una «Madonna con Bambino» di Previati e una decina di opere inedite di Saccorotti. A coronare l'appuntamento, una mostra curata dalla galleria genovese "«Il Portico di Ottavia» sulle «Caricature d'artista». Pietro Porcelli (che terrà una conferenza sul tema il primo febbraio) presenta cinquanta tavole, realizzate con diversi medium tra il 1860 e il 1960, per comporre un affresco su quest'universo scanzonato e irriverente, in cui affondano le radici la vignettistica, la satira e il fumetto. Grande attenzione per le opere di Tricca, Borrani, Pollastrini e Gordigiani, nate sui tavoli del Caffè Michelangelo a metà '800 e per quelle di Canevari e Giglioli, concepite per risollevare gli animi dei soldati della grande guerra. Più recenti, i ritratti dei politici degli anni '50 di Muggiani, per finire con un inedito Federico Fellini.
Infine, il 3 febbraio alle 18, sarà presentata la Guida OPI dell'antiquariato: un vero e proprio «atlante» per operatori, collezionisti e appassionati.