In fiera a Vicenza focus su trend e ricerca

Vicenzaoro Winter è sempre di più business hub, luogo di incontro tra produttori e buyers internazionali provenienti da oltre 70 paesi del mondo. Come società al servizio del sistema economico, Fiera di Vicenza sente il dovere di sostenere le aziende della filiera Made in Italy aiutandole a sfruttare al massimo le opportunità nei mercati mondiali. Il piano strategico 2011/2015 della Fiera, infatti, pone l’accento sui valori fondanti del Dna italiano della gioielleria e oreficeria, stimolando nuove visioni e un approccio innovativo e creativo al mondo dei preziosi.
«Se in passato il ruolo della fiera consisteva essenzialmente nell’organizzare spazi per l’incontro tra domanda e offerta curando logistica e infrastrutture, ora questo non basta più. Oggi è indispensabile che sia anche espressione inedita e trainante dei contenuti legati al panorama dei settori merceologici di riferimento».
È l’ottica nella quale, nelle parole del direttore generale di Fiera di Vicenza Corrado Facco, s’inquadra l’attività del neonato centro di ricerca permanente sulle tendenze del comparto dell’oreficeria e gioielleria “Trend Vision Jewellery + Forecasting”. Come già accade per i grandi appuntamenti fieristici di altri settori, dal mobile alla moda, anche la fiera dell’oro per antonomasia si allinea così agli ulteriori compiti di sensore delle novità e delle direttrici di sviluppo, nonché di faro puntato sui trend primari del mercato globale.
«Siamo i primi al mondo nel settore della gioielleria - sottolinea Facco - a compiere un investimento del genere, che consente innanzitutto di supportare l’eccellenza del Made in Italy, fornendo alle nostre aziende le anteprime del mercato internazionale per mezzo di ricerche oggettive, condotte secondo canoni scientifici, che intercettano le macrotendenze trasversali all’universo del lusso e della moda».
L’osservatorio oltre ad agire al servizio degli appuntamenti di Vicenzaoro, deve farsi strumento di business, specifico e redditizio: «Un canale di ulteriore attività per la fiera, secondo le logiche di mercato».
Ecco allora le indagini puntuali e i focus di scenario sull’andamento della domanda da parte dei consumatori nelle diverse aree legata a linee, materiali e colori, e dell’offerta negli ambiti più dinamici, come pure sulle direttrici economiche, tecnologiche e socioculturali dei paesi protagonisti della competizione globale.
«Il nuovo centro di ricerca - aggiunge Facco - è anche uno strumento di valenza strategica per le nostre relazioni internazionali. Stiamo ricevendo numerose richieste da parte di fiere estere, tra cui vari concorrenti, per inserire nei loro eventi seminari sui temi di tendenza cui si dedica il nostro osservatorio, che periodicamente pubblica un articolato Trend Book. Tutto ciò esula dal fare fiera tradizionale, ma rappresenta una chiave di volta competitiva per una realtà come la nostra che intende rimanere capofila di settore a livello mondiale».
Trend Vision diventa dunque strumento fondamentale per saper interpretare i cambiamenti in atto e avere chiavi di lettura per conoscere il mercato e stimoli per competere con efficacia. Il consumatore in tempo di crisi si indirizza verso un prodotto “investimento”, vale a dire nella gioielleria di alto livello: è già in atto un ritorno ai pezzi fatti a mano commissionati, “bespoke pieces”. Dall’altro lato si cerca di spendere in modo oculato, di qui l’alternativa dei gioielli non preziosi o semi-preziosi, dotati però di grande impatto visivo e che siano capaci di dare un effetto teatrale al guardaroba.
Sia nei mercati maturi (Europa e Stati Uniti) che in quelli emergenti fondamentali saranno la sperimentazione nei materiali, lo studio di nuove forme, linee e silhouettes, l’alta artigianalità come valore in via d’estinzione sarà sempre più riconosciuta elemento intrinseco di un gioiello o di un accessorio.