Al via Fieracavalli Quest’anno attesi 140mila visitatori

Marco De Rosa

Come accade da più di un secolo, anche quest’anno operatori e appassionati del comparto ippico ed equestre si danno appuntamento a Verona. Dal 9 al 12 novembre, nei padiglioni di Veronafiere, apre i battenti la 108a edizione di Fieracavalli che, dopo le performance del 2005 (oltre 130mila visitatori e 584 espositori provenienti da 25 Paesi), punta a un ulteriore salto di qualità. «Crescono gli spazi, che con l'inaugurazione di due nuove aree espositive arrivano a 400mila metri quadrati - spiega Luigi Castelletti, presidente di Veronafiere - e salgono anche le presenze attese, che stando alle nostre stime dovrebbero superare quota 140mila».
Numeri importanti, quindi, per una kermesse che viene da lontano. Tanto che fu proprio con la sua prima edizione, allora sotto forma di mercato equino, che venne inaugurata nel 1898 la Fiera di Verona. Altri tempi. «Oggi Fieracavalli rappresenta la manifestazione leader del settore a livello internazionale - dice Castelletti -: non che nel resto d’Europa manchino gli appuntamenti d’eccellenza, ma si tratta di fiere specialistiche, dedicate a un singolo aspetto dell’universo equino. Noi, invece, abbiamo il nostro punto di forza nella varietà dell’offerta, nella completezza». E in effetti, chi acquista un biglietto per la fiera veronese (prezzo intero 18 euro, ridotto 13, ingresso gratuito dopo le ore 20) non ha che l’imbarazzo della scelta: spettacoli, animazioni, viaggi a cavallo tra storia e avventura, gare e concorsi internazionali. Protagonisti assoluti, gli oltre 2.400 esemplari delle diverse razze presenti: animali di grande fascino, capaci di suscitare forti passioni. Non a caso, è proprio «fascino & passione» lo slogan scelto per la manifestazione. «Il cavallo è il veicolo ideale per esprimere simili emozioni - afferma il condirettore generale di Veronafiere, Flavio Piva -: tra i primi giocattoli dei bambini c’è spesso questo splendido quattrozampe e il legame rimane vivo anche da adulti. Va solo riscoperto e Fieracavalli può essere l’occasione giusta per farlo. Evidentemente funziona, visto che il 90% dei nostri visitatori ritorna l’anno successivo». Un apprezzamento da parte del pubblico a cui fa riscontro un risveglio del settore: «Dopo anni di sofferenza - prosegue Piva - oggi finalmente in Italia è in atto un confronto tra le istituzioni interessate per impostare un serio discorso di rilancio. Fino agli anni ’60 i nostri prodotti allevatoriali erano tra i più apprezzati d’Europa, poi qualcosa s’è rotto e abbiamo perso terreno. Ora si può ripartire, purché si lavori con pazienza e ci siano investimenti adeguati». In questa edizione, la rassegna ripropone alcuni dei suoi tradizionali «cavalli di battaglia»: dall’unica prova italiana della Coppa del mondo di salto a ostacoli (Fei World Cup) ai campionati morfologici del cavallo arabo e spagnolo; dalla mostra delle razze nazionali patrocinata dall'Aia (Associazione italiana allevatori) alla vetrina del cavallo da sella italiano a cura dell’Unire (Unione nazionale per l’incremento delle razze equine), fino a un tuffo nel vecchio West con le esibizioni dei cow-boy. Torna anche per la terza volta il Salone del bambino: «Uno spazio interamente dedicato ai più piccoli - lo definisce Maurizio Rosellini, brand manager di Fieracavalli - che possono così avvicinarsi alla storia e alla cultura legate a questo animale». È un debutto assoluto, invece, quello del Salone dell’Eccellenza, una «galleria vip» riservata ai brand italiani e internazionali più prestigiosi (i primi ad aderire sono stati Valentino e Bulgari), che condividono con l’universo equestre i valori di stile, qualità e amore per la natura. Con un occhio di riguardo per i temi etici: «Il 10 novembre - spiega Rosellini - abiti, gioielli e altri oggetti di design di importanti marchi verranno battuti all’asta e il ricavato dell’intera serata, che culminerà con una cena di gala, sarà devoluto alla Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica».
Fieracavalli 2006 celebrerà anche la conclusione del raid Monaco di Baviera-Verona (ovviamente in sella), organizzato in collaborazione con la rivista Cavallo Magazine. Un modo per ricordare un’analoga impresa compiuta vent’anni fa, ma soprattutto per promuovere il turismo a cavallo: un fenomeno che interessa oltre 6 milioni di persone in Europa e che nella sola Italia vanta 900mila appassionati.