Fieragricola, Zaia-Vecchioni sfida a colpi di Ogm

Inaugurata ieri mattina a Verona, l’edizione numero 109 di Fieragricola ha già una star-testimonial: si chiama «polenta transgenica». Ottima come quella tradizionale, stesso sapore, facile da digerire. Non per il ministro Luca Zaia, però. Che ha paura di dover mandare giù anche una confezione di Activia con tanto di Bifidus Actiregularis... Lui, da buon polentone lumbard, non accetterà mai di sedersi a tavola, davanti a un piatto di polenta Ogm, insieme con Federico Vecchioni. Il quale ha giurato: «Continuerò a invitarlo».
«Mi hanno invitato a mangiare polenta Ogm, ma secondo voi io vado a mangiare queste schifezze?», ha risposto il ministro delle Politiche agricole. Ed ha aggiunto: «Vi pare che un ministro di un milione e 700mila aziende agricole, delle migliaia di prodotti tipici e centinaia di vini a denominazione va a mangiare la polenta Ogm? C’è qualcuno che sta iniziando una guerra tra poveri. Finiamola con il dire che per fermare Cina e India ci vogliono gli Ogm. Mi risulta che il 74% degli italiani non li vuole. Basta questo per far chiudere il fascicolo e buttarlo via».
Finalmente apprendiamo che nelle nostre cucine entra l’«alimentarmente corretto». Tanto che Zaia annuncia lotta dura a quei prodotti che Vecchioni chiama “organismi geneticamente migliori”. «Faremo opposizione netta in tutti i modi e in tutte le sedi», manda a dire il ministro, preoccupato che i prodotti transgenici «spacchino la filiera del cibo».
Come dire: polenta Ogm ai poveri, polenta «bramata» della Val Brembana sulle tavole dei ricchi.
Il ragionamento del ministro Zaia, tuttavia, non convince del tutto gli agricoltori e il loro presidente.
Inevitabile che nel primo giorno di Fieragricola 2010, sotto i riflettori finiscano i prodotti Ogm, con un duello neppure a distanza tra il capo di Confagricoltura e il ministro leghista. In sostanza, Fieragricola difende la decisione del Consiglio di Stato di sollecitare risposte concrete alle richieste di quegli agricoltori che intendono coltivare mais Ogm. E Vecchioni ricorda che «al mondo c’è chi coltiva così 111 milioni di ettari. Non credo per annientare la specie umana, ma perché ritiene di essere al servizio della scienza».
Polemica chiusa? Neanche per sogno. «Non passa lo straniero», la replica di Zaia. Che ora tutti vorrebbero governatore del Veneto il più presto possibile... Per ottenere dal governo, e possibilmente da un nuovo ministro, un approccio diverso sull’argomento. Il gioco si fa duro. E Vecchioni manda a dire che nella nostra catena alimentare lo straniero continua a passeggiare da un pezzo con 2,430 milioni di tonnellate di Ogm l’anno. Esattamente come il panino McDonald’s sponsorizzato dallo stesso ministro Zaia.
A Fieragricola Verona è intervenuto anche il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro. Secondo il quale «è giusto e sacrosanto il diritto dei consumatori di sapere se un prodotto contiene o no Ogm, ma è altrettanto sacrosanto il diritto degli agricoltori di scegliere se coltivare o no produzione Ogm in Europa. Penso - ha aggiunto - sia arrivato il momento di affrontare questo tema senza ideologia, ma con solide basi scientifiche di cui l’Europa dispone». In sostanza, valga il principio della libera scelta, invocato dallo stesso Vecchioni.