Fifa, anche il Cio indaga sullo scandalo

L'assegnazione dei mondiali di calcio del 2018 e 2022 rischia di provocare un terremoto seppellendo sotto le macerie della corruzione il padre padrone della Fifa Seep Blatter. Consacrato dai suoi adepti, ma anche da alcuni detrattori, col soprannome di «colonnello», ha calpestato da tempo il buonsenso con scelte e decisioni spesso censurabili. Le rivelazioni della Bbc, che fanno il paio con quelle del quotidiano svizzero Sonntags Zeitung, sulla lista dei dirigenti-amici disposti a condizionare il voto in cambio di denaro, rappresentano solo la punta dell'iceberg di una cronologia di circostanze sospette.
Il Comitato Olimpico Internazionale, il Cio, vuol vederci chiaro sulle votazioni del doppio appuntamento iridato. Anche perché le voci che annunciano i vincitori prima ancora dello scrutinio stanno facendo il giro del mondo: Spagna/Portogallo per il 2018, nuovamente gli Stati Uniti per il 2022 (più forti e onerosi evidentemente degli sceicchi del Qatar che puntavano sugli stadi climatizzati). «Il Cio adotta la tolleranza zero nei confronti di reati di questo tipo e si affida alla Commissione Etica per la valutazione del caso», si legge in una nota del presidente Jacques Rogge, famoso anche per le sue battaglie contro il doping. In caso di evidenti irregolarità gli esiti della votazione domani a Zurigo potrebbero essere congelati o addirittura ribaltati.
Seep Blatter trema, ma la sua non è altro che una politica distorta maturata dalle frequentazioni con Joao Havelange, suo predecessore e gran maestro della propensione al guadagno facile e all'ottenimento di riconoscimenti sociali. Storica resta la promessa fatta al re del Marocco Hassan II, a cui garantì l'organizzazione della Coppa del Mondo del 1986. Il monarca, evidentemente avvezzo al valore di una stretta di mano, iniziò a dar vita a una lunga serie di lavori di ammodernamento del paese. Poi Havelange assegnò il torneo al Messico, lasciando il Marocco in un mare di debiti.