La figlia di Marechiaro in galera

Amalia Fucci,45 anni, figlia di «Marechiaro», la regina dei vicoli genovesi scomparsa nel 2004, è stata arrestata ieri insieme al suo convivente marocchino Lasmar Mohamed, di dieci anni più giovane, con l’accusa di spaccio di droga. I due, da tempo controllati dalla polizia nell’ambito di un’indagine scattata ad Ottobre, erano considerati dalle forze dell’ordine il punto di riferimento dello spaccio genovese della zona di via Prè, fulcro del centro storico. La donna, già incarcerata per l’omicidio del precedente convivente napoletano Ciro Esposito, è accusata di aver gestito il rifornimento degli spacciatori della zona; il suo arresto, dunque, rappresenta un duro colpo alla criminalità locale.
Sabato, nel primo pomeriggio, nel corso di un appostamento, gli agenti hanno sorpreso il convivente mentre consegnava eroina agli spacciatori: complessivamente l’uomo aveva addosso 112 grammi di polvere bianca. La loro abitazione in via Prè è stata quindi oggetto di perquisizione da parte della polizia che ha rinvenuto circa 200 grammi di eroina. Gli investigatori hanno anche trovato le chiavi di un secondo appartamento, il cosiddetto «imbosco», luogo dove veniva nascosta la droga per i rifornimenti. Lì è stato sequestrato un panetto di eroina da 700 grammi ancora da tagliare. Al momento dell’arresto, la Fucci, secondo quanto riferito dagli agenti, non avrebbe opposto resistenza. I due sono stati poi tradotti rispettivamente al carcere femminile di Pontedecimo l’una e al carcere di Marassi l’altro.
Amalia Fucci era, comunque, già nota in ambito genovese per essere la figlia di Carmela Ferro, soprannominata «Marechiaro». Sua madre, infatti, era diventata leggenda intorno agli anni Sessanta per aver sempre evitato il carcere grazie ai suoi dieci figli, avuti uno dopo l’altro.
Proprio lei, moglie di Francesco Fucci, noto pregiudicato napoletano trapiantato a Genova, aveva anche ispirato il film «Ieri, oggi e domani» con Sofia Loren e Marcello Mastroianni, per la regia di Vittorio De Sica. Occhi verdi, capelli biondi e il rispetto conquistato a fatica, bastava una sua parola e Genova del crimine si fermava. Carmela, accusata di contrabbando di sigarette, non finì mai dietro le sbarre. Sua figlia sì.