La figlia è sterile, la mamma le dona gli ovuli

da New York

«Voglio un grandissimo bene a mia figlia - ha dichiarato Melanie Boivin, avvocatessa di grido di Montreal abbracciando la sua figlioletta Flavie -. Se avesse bisogno del trapianto di un rene sarei la prima a regalarglielo». Ma sua figlia, che ha appena compiuto sette anni soffre invece di una sindrome piuttosto rara, quella di Turner. Un morbo che colpisce un nascituro su ogni 2.000 e frena la loro crescita. Un'altra triste conseguenza della malattia è la sterilità femminile. «Sì, mia figlia non potrà mai concepire - ha aggiunto la Boivin che a 36 anni sta facendo storia a Montreal -. Così invece di un rene le ho donato degli ovuli che verranno congelati in attesa che Flavie cresca e decida se vuole avere una figlia».
Una figlia che sarà anche sua sorellastra, essendo un prodotto degli ovuli materni. E se la piccola Flavie sarà madre di sua sorella, lei, la bionda avvocatessa decisa a tutto pur di portare a termine questo sogno riproduttivo descritto da alcuni sociologi come «l'inizio di un pericoloso disordine genetico e generazionale» potrebbe diventare nonna di sua figlia.
«Non m'importa - ha fatto sapere ai giornalisti che la tempestavano di domande - Flavie l'amerà coma una figlia e io come una nonna . Il resto è solo una mera questione genetica, che avrà ben poco a che fare col cuore».
Avrà ragione? Finora sembra di sì, poiché nessuno l'ha bloccata. L'idea le era venuta due anni fa, durante una conferenza sulla syndrome di Turner tenuta a Ottawa dal professore e ricercatore Seang Lin Tan, che offriva simili soluzioni ai malati di cancro.
La Boivin l'aveva avvicinato e gli aveva delineato il delicato caso di sua figlia: era solo una bambina ma sarebbe stata sterile, lui poteva fare qualcosa? Il professore l'aveva messa allora in contatto con l'istituto McGill University Reproduction center, dove una commissione etica ha studiato il caso e ha dato all'avvocatessa il permesso di procedure col suo sogno.
«La commissione etica di Montreal ha votato a favore del congelamento degli ovuli di Melanie Boivin che verranno conservati affinché sua figlia, un giorno, ne possa fare uso», si è difeso il professor Lin Tan che ha qualche giorno è tempestato di proteste. «Rendiamoci conto che tra vent'anni, quando questa bimba sarà cresciuta, il mondo vedrà le cose in maniera molto diversa e la nostra società sarà cambiata».
Ma la connessione tra la decisione della Boivin di «regalare» a sua figlia una figlia-sorella somiglia pericolosamente al sogno della clonazione umana, finora avidamente combattuto da sociologi, politici e filosofi.
«Dobbiamo riflettere a lungo prima di accettare questa decisione di una madre che, ovviamente, ama molto suo figlia - ha dichiarato la professoressa di etica Margaret Somerville -. Che tipo di rapporto avrà sua figlia con quella bambina sorella? Quanti altri vorranno seguire il suo esempio? Avremo madri nonne e madri sorelle solo perchè qualcuno deciderà che si vuol far clonare a distanza di due generazioni?».
Il professore di filosofia dell'università di Toronto Wayne Summer si è unito alle proteste della Somerville, dichiarando. «La Boiville goca col caos genetico, col disordine generazionale».
Da Montreal la notizia della decisione dell'avvocatessa sta adesso facendo il giro degli Stati Uniti e del mondo. Sentiremo ancora parlare di questa madre che, per amore, rischia di dar vita a un caos genetico irreparabile.