Il figlio di Conti: «Non c’è rispetto per le vittime»

Firenze. Oggi è il ventunesimo anniversario della morte di Lando Conti, sindaco di Firenze tra il 1984 e il 1985, ucciso dalle Brigate Rosse con sedici colpi di pistola. Ma non si placa ancora la polemica tra gli enti locali ed il figlio Lorenzo, intervistato ieri dal Giornale della Toscana. «Non parteciperò a nessuna cerimonia di commemorazione pubblica, per protesta contro le istituzioni», dice il figlio di Conti, puntando il dito contro Regione Toscana e Comune di Firenze: «Non va bene che la Regione ed il Comune privilegino in maniera così eclatante gli ex terroristi. Non va bene quando la Regione finanzia con centinaia di migliaia di euro associazioni e fondazioni in cui lavorano ex delle Br o di Prima Linea. O quando l’assessore comunale Tea Albini si dice onorata di essere amica degli ex terroristi».
Nei prossimi giorni Lorenzo Conti consegnerà due esposti alla magistratura contro il governo e la Regione, ed un esposto alla magistratura contabile contro la Regione, «per sapere come vengono impiegati i soldi che gli enti pubblici danno a fondazioni e associazioni che hanno, tra i propri dipendenti, ex terroristi».