Il figlio del Gelmini della sinistra? Ovvio, alle private. Come papà

L’ex ministro Beppe Fioroni non si può davvero accusare di incoerenza. Chi è più fedele a se stesso del cattolicissimo esponente Pd, che ha mandato il figlio Marco nella stessa scuola dove si è diplomato lui 31 anni fa? Il fatto è che anche Fioroni, come gli altri progressisti al caviale del suo partito, non ha avuto il minimo dubbio tra istituti statali e non statali quando si è trattato di scegliere l’educazione del figlio. Il suo è andato spedito al Liceo Scientifico «Cardinal Ragonesi» di Viterbo, cattolica paritaria diretta dai Fratelli Maristi, una congregazione religiosa fondata due secoli fa in Francia da san Marcellino Champagnat. «Ogni aula dell’Istituto è dotata di un computer, collegato con la sala di informatica centrale, attrezzata come laboratorio linguistico multimediale», c’è scritto nella presentazione del «Cardinal Ragonesi». «Il laboratorio scientifico, l’aula di proiezioni, le palestre, i cortili, la biblioteca sono gli ambienti che completano il supporto tecnico della scuola». Grande cura per l’alunno, poco a che spartire quindi con le aule fatiscenti e i problemi delle scuole statali, che però sembrano assillare negli ultimi tempi l’agenda politica del Pd.
Il Liceo «Cardinal Ragonesi», che ha fama di scuola impegnativa e covo di secchioni, com’è facile immaginare non ha rette propriamente popolari. Oltre ai 340 euro di iscrizione il costo trimestrale è di circa 900 euro, quindi per un anno di lezioni servono 2.700 euro più spese didattiche. Poca roba per l’ex titolare dell’Istruzione che evidentemente conosce bene la differenza tra l’efficienza delle scuole private e il caos delle pubbliche. Lui uscì da quella stessa scuola col massimo dei voti, il tipico primo della classe come lo ha ricordato sul Tempo un ex compagno di scuola, ma «che non passava mai i compiti». Già allora il giovane Beppe era una promessa della Dc viterbese, tanto che a soli 29 anni sarebbe diventato sindaco della città e dieci anni dopo deputato dei Popolari. E la scelta dell’istituto per l’ultracattolico Beppe non fu casuale, ieri come oggi per il figlio. Nelle scuole pubbliche, è noto, è facile trovare professori di sinistra, quegli ex sessantottini che affollano per esempio il Pd. Ma purtroppo può capitare di incontrarli anche ad un alunno di una paritaria, perché la commissione della maturità è esterna.
E fu proprio quello l’incubo di Fioroni all’esame nel 1977, come ha raccontato lui stesso l’anno scorso da ministro. «Ero nervoso e fui preso da una irrefrenabile voglia di fumare, ma non avevo sigarette. Arrivò un giovane che me ne offrì una. A lui confidai il mio timore, e cioè che il presidente della commissione, come avevo sentito, fosse uno di sinistra, troppo di sinistra per i miei gusti». Per sua sfortuna il giovane della sigaretta era proprio il presidente di commissione. Ma l’interrogazione, quasi tutta sul prediletto S. Agostino, andò benissimo lo stesso. Merito degli insegnanti bravissimi del «Ragonesi», altro che quelli delle statali.