Il figlio del giudice ucciso da Prima Linea in corsa come sindaco

Un altro dei parenti delle vittime degli anni di piombo entra nell’agone politico. E a candidarlo è naturalmente il Pd. Stavolta tocca a Marco Alessandrini, 38 anni, figlio del giudice Emilio Alessandrini, assassinato il 29 gennaio di trent’anni fa a Milano da un commando di Prima Linea. A lanciarlo per la conquista del Comune di Pescara è la sinistra, eccetto Rifondazione e la lista civica che fa capo al Pd che correranno da soli. Nel maggio dell’anno scorso il figlio del giudice ucciso dai terroristi rossi era stato eletto come consigliere del Pd, a settembre è stato nominato assessore con il compito di sovrintendere politiche giovanili e area metropolitana. A volerlo in giunta era stato Luciano D’Alfonso il sindaco arrestato il 15 dicembre per presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune, un «affaire» che ha portato al voto anticipato. Nell’inchiesta risultano indagate una ventina di persone, tra cui dirigenti comunali e imprenditori.