«Il figlio James rischia grosso: sarà incriminato»

Una storia che è andata oltre ogni previsione. Sfuggita di mano senza che ci si rendesse conto di cosa stava accadendo. Fino a che non è arrivato lo schiaffo dell’opinione pubblica che ha svegliato tutti. Andrew Sparrow, miglior giornalista britannico dell’anno, commenta così lo scandalo delle intercettazioni che ha sconvolto l’impero di Rupert Murdoch. Cronista parlamentare del Guardian (giornale nemico di Murdoch) inventore del liveblogging, la copertura in diretta, via web, dell’attualità politica, lui stesso è stato sopraffatto dall’attualità. «Non immaginavo che Murdoch avrebbe chiuso News of the World».
Come legge questa mossa?
«È un passo drammatico, il tentativo di guadagnare la reputazione, un modo per convincere l’opinione pubblica che ha capito la gravità della situazione».
Il boicottaggio sulla pubblicità ha contribito?
«È stata una fortissima arma di pressione. Praticamente decisiva».
Cosa spinge un giornale che vende tre milioni e mezzo di copie a fare intercettazioni illegali per vendere di più?
«La risposta è nella domanda. Vendi così tanto perché la gente legge i tuoi scoop sui personaggi popolari. Ma News of the World ha anche investito tempo e soldi in inchieste serie e di lungo termine. Non c’è da sorprendersi che un giornale così poi rompa le barriere, si faccia sempre più aggressivo, cerchi sempre di avere la storia migliore».
Chi deve prendersi la responsabilità di quello che è successo?
«Sono i vertici che devono farlo, perché sono quelli che determinano la cultura. Gli editori sapevano benissimo cosa stava accadendo. Ma non si rendevano conto di quanto fosse ripugnante questo comportamento visto da fuori. Fino a che la gente ha saputo. Solo allora loro hanno capito».
James Murdoch rischia?
«È probabile che venga indagato perché ha dato il via libera ai risarcimenti di alcune vittime spiate, pagate per tacere sullo scandalo. E perché per il suo ruolo era tenuto a sapere cosa accadeva».
E Rebekah Brooks. Sarà salvata o sacrificata?
«David Cameron ha detto che dovrebbe dimettersi. E il fatto che finora Murdoch l’abbia salvata l’ha resa ancora più odiosa agli occhi dell’opinione pubblica e dei giornalisti che da oggi sono senza lavoro».
Prima o poi lascerà?
«Alla fine se ne andrà. L’azienda la sta già escludendo da alcune procedure, per esempio le ha sottratto la gestione dell’inchiesta interna sulle intercettazioni. Alla fine News International la farà fuori».
Il governo bloccherà l'acquisizione di BskyB?
«Qualsiasi primo ministro inglese sa che le elezioni si vincono se si ha il Sun dalla propria parte. Per cui è probabile che Cameron aspetti prima di dare l’ok, magari la fine dell’anno, ma poi chiuda la partita in favore di Murdoch. Certo, nel Paese l’opposizione a quest’operazione cresce. E tutto può succedere».
A Cameron Murdoch serve.
«E a Murdoch serve la politica, ma solo per una ragione. Vuole potere politico per esercitare potere economico».