Il figlio del leader dei Pink Floyd finisce in carcere

In carcere il volto della protesta di Londra: Charlie Gilmour, il figlio adottivo del chitarrista dei Pink Floyd David Gilmour, il cui oltraggio al monumento ai caduti durante le proteste studentesche di giovedì ha indignato il Regno Unito, è stato arrestato nella sua casa del Sussex. Il ragazzo che ha 21 anni e studia storia a Cambridge, dovrà rispondere di condotta violenta e danneggiamenti, ha indicato Scotland Yard: era stato fotografato mentre faceva l’altalena dalla bandiera del Cenotafio, il monumento di Whitehall in onore «ai morti gloriosi» che in guerra hanno sacrificato la vita per la patria, ma adesso per lui si profila anche il sospetto di aver partecipato a saccheggi.
Consigliato dai legali di famiglia, Charlie si era successivamente scusato per «il terribile insulto» e aveva definito il suo gesto al Cenotafio «un’idiozia» provocata «dalla foga del momento» (c’è anche chi ha detto, dagli effetti dell’Lsd). Ma il furore provocato dalle immagini ha costretto la polizia a intervenire, anche perché dopo quella del monumento altre foto hanno messo nei guai il giovane contestatore-dandy: in una, pubblicata dal Mail, Gilmour Jr. palleggia una pietra con la mano guantata di latex. Il ragazzo ha poi ammesso di essersi trovato, in serata, nella zona dello shopping mentre a poca distanza su Regent Street un gruppo di hooligan incappucciati attaccavano la macchina di Carlo e Camilla. Un’altra immagine incriminante lo «ferma» davanti a TopShop: ha in mano uno stivaletto da donna, simile a quelli in vendita in un negozio della zona a 85 sterline, e lo nasconde sotto il giaccone. Charlie, la cui ricchissima famiglia non ha mai avuto problemi a pagare rette da capogiro (il suo liceo, «The Perse School» a Cambridge costava 13 mila sterline), è il 35esimo fermo in seguito alle proteste contro l’aumento delle tasse universitarie: per lo studente capellone, testimonial part-time di una sartoria di Savile Row, si preannuncia qualche notte notte in cella.