Figlio mio, guarda anche Gattuso per imparare come non si fa

Dopo lo sputo di Lavezzi, la testata di Gattuso. Lo sport insegna lealtà e rispetto, ma gesti come questi vanno condannati. A prescindere da maglia o nazionalità

Ebbene sì, diciamolo apertamente, senza problemi e senza pudori: anche Gattuso, con la sua testata e il suo tentato strangolamento a Jordan, è un modello perfetto da offrire ai nostri ragazzini. Guardarlo e contemplarlo, per imparare come non si fa.

Diciamolo e ridiciamolo fino alla noia: Gattuso si è comportato malissimo, quanto il romanista Rosi e il nuovo re di Napoli, Lavezzi, maestri di sputo libero. Confermiamolo e sottoscriviamolo, perché sembra essere proprio questo il vero problema per molti lettori. Una settimana fa, nella “Finestra” avevo cercato di ragionare sulla gravità dello sputo di Lavezzi, non tanto perché ce l’avessi con questo particolare giocatore (peraltro provocato dal ragazzino romanista), quanto per l’intera gestione del caso, con il suo allenatore Mazzarri e tanta parte del suo pubblico impegnati più a chiedere sconti che a stigmatizzare la follia del calciatore stesso.

Tutto inutile, per molti lettori. Nei loro commenti, il problema vero del calcio italiano sono io. In vari modi e con vari insulti non me l’hanno mandato a dire. Sono un venduto che scrive male di Lavezzi per compiacere il Milan. Sono un bieco personaggio che scrive sotto dettatura per obbedire al padrone. In estrema sintesi: sono solo un povero schiavo rossonero che non merita nemmeno d’essere ascoltato (per la cronaca: a livello sportivo, sono tifoso di Ivan Basso e Vincenzo Nibali, eventualmente vedere su Google in quale squadra giocano).

Credevo di sollevare una questione seria, è finita nella solita rissa tifosa, quelli del Napoli a piagnucolare contro i soprusi del Nord e tanti del Nord a blaterare contro i vizi del Sud.

Ovviamente ho poco da aggiungere. Non ho problemi a scrivere e a riconfermare, persino qui, sul “Giornale.it”, che il milanista Gattuso ha fatto un’enorme fesseria, che va censurato pesantemente e soprattutto mostrato ai nostri ragazzini per insegnare come non si fa. Se serve scriverlo cento volte, posso farlo. Ma temo di diventare un po’ noioso. Oltre tutto, ci hanno già pensato l’interessato (con il doveroso silenzio), l’allenatore Allegri e la società rossonera a decretare la gravità dell’episodio e a incassare senza ricorsi la mega-squalifica. Già che si sono, mi preme sottolineare come lo stesso presidente De Laurentis abbia decisamente bacchettato l’idolo Lavezzi...

Ma è inutile proseguire: non c’è peggior sordo, eccetera, eccetera, eccetera. Preferisco chiudere l’argomento riservandomi soltanto un’amara, ultima parola. Il mio vero, imperdonabile errore, che sono disposto a riconoscere pubblicamente, è questo: ho pensato che i pessimi modelli per i nostri ragazzini fossero i campioni dello sputo. Chiedo scusa per la svista: tanti nostri ragazzini hanno modelli peggiori in casa propria.