Il figlio di Torregiani: "Alfano insista per estradarlo"

Alberto Torregiani, 44 anni, figlio di Pierluigi il
gioielliere ucciso nel febbraio 1979 a Milano, e per cui è stato
Battisti è stato condannato all'ergastolo: "Bisognerebbe capire come è nata questa scelta, chi l'ha appoggiata"

Milano - "E' proprio una gran bella notizia". Così, tra l'ironico e lo sconsolato, Alberto Torregiani, figlio di 44 anni, di Pierluigi Torregiani, gioielliere ucciso nel febbraio 1979 a Milano, e per cui è stato condannato all'ergastolo l'ex militante dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo), commenta la notizia che il Brasile ha concesso allo stesso Battisti lo status di rifugiato politico. "Credo fosse un poco nell'aria - ha proseguito Alberto Torregiani -. Bisognerebbe capire come è nata questa scelta, chi l'ha appoggiata". Alberto Torregiani, che nel corso della sparatoria in cui morì il padre fu raggiunto da un proiettile ed è ora paralizzato chiede che il ministero della Giustizia italiano continui comunque ad insistere per l'estradizione.

"E' assurdo quello che sta succedendo, siamo tornati al punto di partenza, adesso bisogna riprendere in mano la situazione e fare qualcosa di veramente serio". Ha dichiarato in una intervista a 'Studio Aperto', Alberto Torregiani ferito durante la rapina che costò la vita al padre. "Sono stato colpito dall'unico colpo sparato da mio padre per difendersi. Questo - ha detto - fa parte del gioco della vita, mi ha portato a essere in carrozzina da quel giorno. Sicuramente lui ha cercato di difendersi ora spetta a me difendere le sue azioni e quelle delle altre vittime. Insieme cercheremo di fare qualcosa, mettendo la giustizia davanti a tutto". "Penso che la giustizia prima poi venga ottenuta - ha detto ancora Torregiani - bisogna però lottare e non stare fermi e non bisogna soltanto dire belle parole, penso che le buone parole non bastino più bisogna fare dei fatti seri e ponderati".

"Da parte di Battisti - ha proseguito - personalmente non ho mai avuto un cenno di pentimento né dagli altri del gruppo dei Pac, penso che sia molto difficile da parte loro prendersi questa responsabilità, anche perché è la più grossa perché é prendersi la coscienza di quello che hanno fatto". "Il ministro Alfano sa esattamente quello che deve essere fatto, quello che si chiede a lui è di essere più ponderato e deciso per volere la giustizia per i suoi cittadini. Da oggi - ha concluso Torregiani - cambieremo tattica anche noi."