Figo firma, poi accusa Luxemburgo: «Qui dimostrerò che non sono finito»

Contrariato di non esserci in Champions: «Gli intermediari hanno allungato i tempi»

Jacopo Casoni

Luis Figo è ufficialmente un giocatore dell’Inter. La trattativa si era conclusa nella serata di mercoledì, ma il portoghese, che si trovava in Spagna, non aveva ancora firmato il contratto che lo lega alla squadra nerazzurra per le prossime due stagioni. Giovedì sera Figo ha lasciato il ritiro del Real Madrid a Irdning, in Austria, e si è imbarcato all’aeroporto di Graz per raggiungere il capoluogo lombardo. Nella mattinata di ieri ha sostenuto le visite mediche e alle 15.22 ha firmato il contratto nella sede di via Durini. Al suo arrivo negli uffici del club di Massimo Moratti non ha rilasciato dichiarazioni, salvo un «ciao» all’indirizzo dei tifosi radunati davanti all’ingresso. L’Inter ha annunciato che la conferenza stampa di presentazione si terrà oggi a mezzogiorno presso il centro sportivo «Angelo Moratti» di Appiano Gentile e che il portoghese indosserà la maglia numero 7, quella dei suoi esordi e dei cinque anni al Barça. Il debutto del neo acquisto nerazzurro dovrebbe coincidere con la Supercoppa italiana di Torino contro la Juventus, in programma il 20 agosto.
Ernesto Bronzetti, l’intermediario Fifa che ha curato la trattativa per l’arrivo di Figo all’Inter, ha dichiarato di averlo visto «motivatissimo e contento». «Anche la moglie Hellen è felicissima – ha aggiunto Bronzetti – e questo non guasta, perché le donne giocano un ruolo molto importante». Mercoledì Figo aveva dichiarato ai giornalisti di El Mundo Deportivo che proprio l’intervento di troppi intermediari nella trattativa è il suo cruccio maggiore. «Questa situazione – sostiene il portoghese – ha fatto sì che una questione che poteva essere risolta in pochi giorni si sia trascinata per due mesi». Il dispiacere per il ritardo con cui si è arrivati alla definizione dell’accordo con il club nerazzurro e per l’impossibilità di disputare il preliminare di Champions League, è evidente.
Ma il bersaglio degli strali di Luis Figo è uno solo. L’allenatore del Real Madrid Vanderlei Luxemburgo, con il quale i rapporti si erano ormai deteriorati. Il gelo tra il tecnico e l’ex numero dieci è alla base del divorzio tra Figo e il Real, ma, prima di lasciare definitivamente le merengues, il portoghese si è voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa. «Io so di poter giocare altri due anni ai massimi livelli – ha dichiarato prima di lasciare il ritiro austriaco – e lo posso provare nell’Inter. Ho le qualità per fare bene e quindi non posso essere felice di un ruolo da riserva». La società iberica, con un comunicato sul sito ufficiale, ha voluto ringraziare il portoghese per i suoi cinque anni con la «camiseta blanca». «Luis Figo ha segnato un’epoca nel Real Madrid».
Per quanto riguarda la sua nuova esperienza a Milano, Figo è già impegnato nella prima decisione importante: la scelta della zona in cui abitare. Bronzetti ha detto che il giocatore e la famiglia opteranno per il lago di Como. «Anche a Como c’è una scuola internazionale – ha spiegato l’agente Fifa – e l’Inter si è subito attivata per trovare un asilo per le figlie». Figo è solo l’ultimo campione del calcio milanese a preferire la pace del lago al caos della metropoli. La lista è lunga, da Rummenigge al «cugino» Shevchenko.