Figueroa se ne torna a casa I testi «assolvono» Preziosi

Piero Pizzillo

È finita, almeno per ora, l'avventura in rossoblù di Lucho Figueroa. Il giocatore, costato al Genoa 12 milioni di euro, sarà costretto ad una nuova operazione dopo il problema ai crociati: «Ha un'infiammazione - ha spiegato il presidente Enrico Preziosi - e tornerà in patria. Cambierà specialista visto che sarà costretto ad operarsi di nuovo. A febbraio dovrebbe tornare a Genova, mentre a giugno potrebbe essere a disposizione, ma ormai per noi sarà troppo tardi. Forse non gli ha giovato l'amichevole che ha disputato contro il Vado, comunque è stato un errore nostro e noi rispetteremo i nostri impegni». Preziosi ora tornerà sul mercato: «Non dobbiamo stravolgere certo questa formazione - spiega ancora - c'è qualcuno che sta molto peggio e dovrebbe rivedere invece i suoi programmi. Non noi, visto che avrei firmato per essere ad un punto dalla prima in classifica, comunque tornerò sul mercato per un attaccante e un difensore». La Commissione Disciplinare ha intanto parzialmente accolto il ricorso del Genoa contro l'ammenda di 40mila euro con diffida inflitta dal giudice sportivo per le intemperanze dei tifosi in occasione della partita contro il Brescia. La Disciplinare ha ridotto a 30mila l'ammenda e ha revocato la diffida.
Udienza dopo udienza svanisce intanto la presunta combine tra Genoa e Venezia, mentre restano in scena seppur per riferimenti, i rapporti tra la società lagunare e il Torino. Pertanto sta per sbriciolarsi la base su cui poggia l’accusa che ha portato al processo per frode sportiva a carico di Enrico e Matteo Preziosi, dell’ex direttore generale Stefano Capozucca (difesi da Andrea Vernazza, Alfredo e Carlo Biondi e Lorenzo Crippa), dell’ex amministratore unico del Venezia, Franco Dal Cin e di suo figlio Michele (assistiti da Riccardo Passeggi) e dell’ex direttore generale, il genovese Pino Pagliara (difeso da Marco Romeo), coinvolto nella vicenda della famosa busta contenente 250 mila euro).
Il primo teste sentito ieri dal tribunale è stato l’ultrà genoano Massimo Leopizzi, che aveva registrato una cassetta durante un colloquio tumultuoso con Enrico Preziosi. «È stata una provocazione - ha detto il capo storico della Brigata Speloncia.- Siccome il presidente aveva detto a noi tifosi d’aver comprato alcune partite, come quella con l’Ascoli, allora, quella sera, gli abbiamo chiesto del Venezia, ma lui ha smentito seccamente». Il giocatore Massimo Borgobello ha detto che la telefonata con Capozucca, si può leggere in questo modo: il tecnico genovese era preoccupato che il mancato pagamento degli stipendi ai giocatori del Venezia , avrebbe agevololato «il premio a vincere» da parte del Torino. Concetto ribadito dal portiere di riserva Pezzato. Si era parlato di scorrettezze del Toro.