Figueroa «star» a Pegli

Luca Russo

Ieri le attenzioni a Pegli erano tutte su di lui, Lucho Figueroa, e sul suo debutto in squadra e così l'assenza di una pedina importante nello scacchiere di Gasperini è passata in secondo ordine. Ma la mancanza di De Rosa rischia in settimana di farsi sentire eccome. Il difensore centrale, che sabato con il Piacenza aveva riportato una forte contusione alla caviglia destra, ieri si è allenato a parte perché continua ad avvertire un certo dolore. Niente di grave, si tratterebbe di un semplice ematoma senza conseguenze per l'articolazione, ma tant'è anche oggi il regista del reparto arretrato sosterrà un allenamento differenziato e solo domani si farà il punto per capire se potrà far parte del gruppo che sabato andrà fare visita ad un Lecce ansioso di cancellare subito la sconfitta nel posticipo con il Treviso. Si tratterebbe di un'assenza pesante per la quale è già stato preallertato Biasi. Rientro certo invece per Giuseppe Greco mentre per Rubinho, che pure si è allenato con i compagni, bisognerà attendere la partita casalinga con l'Arezzo.
Mentre c'è chi scommette invece che per Verona-Genoa in programma il 28 ottobre si possa finalmente vedere in campo Figueroa. Lucho dichiara di non avere fretta, ma si capisce dallo sguardo che scalpita per ripagare con i gol la fiducia che l'ambiente rossoblù ripone in lui. «Forse mi servirà un po' di tempo per ambientarmi nel campionato di serie B - ha dichiarato la punta argentina prima di scende sul prato di Pegli - Mi auguro che sia breve perché l'unica strada che posso seguire, per ripagare di tutta l'assistenza e l'affetto che ho ricevuto, è quella di portare dei risultati e fare bene con la maglia del Genoa». Anche perché il delantero ha ammesso che l'ambiente rossoblù gli ricorda quello del Rosario Central, la sua prima squadra, la squadra della sua città. Infine una curiosità: ancora una volta il Genoa dovrà subire il peso di Iachini. La società rossoblù è stata infatti condannata dal Giudice Sportivo a pagare 5mila euro di multa «per avere suoi sostenitori esposto, dall'inizio alla fine della gara, uno striscione dal contenuto gravemente ingiurioso nei confronti dell'allenatore della squadra avversaria» e per aver consentito l'accesso sia agli spogliatoi sia a bordo campo di persone non inserite in distinta.